Sono trascorsi ben 47 anni da quel 20 maggio 1973, quando in un tragico incidente sportivo avvenuto durante il Gran Premio delle Nazioni, all’Autodromo di Monza, persero la vita due grandi campioni del motociclismo, Renzo Pasolini e il finlandese Jarno Saarinen. Altri tredici piloti rimasero feriti nello scontro, tra cui anche Walter Villa, rimasto in coma diversi giorni prima di riprendersi.
La morte di “Paso”, appena trentaquattrenne, fu una grave e dolorosa perdita per tutti i dipendenti della scuderia Aermacchi H-D, per il padre ex-corridore Massimo, la famiglia e i tantissimi appassionati e tifosi di motociclismo.
Noto per gli epici duelli in pista con Giacomo Agostini, Mike Hailwood e Phil Read, Pasolini lavorava anche all’Aermacchi come addetto alle Pubbliche Relazioni. Un collega luinese ricorda ancora oggi le tante ore trascorse a discutere e analizzare la corsa della domenica e le sfide con gli avversari, dipingendolo come una persona disponibile, cordiale, generosa e sempre pronta allo scherzo, da buon romagnolo.
Fu la sua professionalità di pilota e collaudatore che permise di sviluppare la moto (fra i cui progettisti figura anche un altro luinese) che venne poi portata al successo da Walter Villa, consentendogli di vincere quattro titoli mondiali, quelli che Pasolini non riuscì mai ad agguantare nonostante le sue grandi doti agonistiche. (Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons)
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