Luino | 19 Maggio 2020

Luino riapre i battenti tra emozione, speranza e incertezza

Come è andata la prima giornata di riapertura al pubblico dei negozi? Un breve tour tra i commercianti nel centro della città per un primo bilancio

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Ieri mattina, con la riapertura di tanti negozi, il centro di Luino ha iniziato a brulicare di macchine, passanti e commercianti che rialzano la serranda. Una certa emozione era nell’aria, sembrava un primo giorno di scuola. Saluti cordiali, sguardi sorridenti e un atteggiamento da ripartenza condivisa.

Un primo giro verso mezzogiorno in una via XV Agosto, quasi a festa: primi clienti seduti liberamente nei bar, negozianti che perfezionano le vetrine e posizionano le torrette con il gel disinfettante e i porta guanti, come previsto dall’ultima ordinanza regionale. Un’atmosfera diversa, energica e quasi surreale se paragonata agli ultimi due mesi che abbiamo trascorso in lockdown.

Passa il pomeriggio e verso l’orario di chiusura un altro rapido giro presso alcune attività nelle vie del triangolo commerciale di Luino.

Prima sosta presso la storica merceria, che dal 1946 fornisce Luino, dove Lella, la titolare, racconta che è la prima volta, dall’apertura dell’attività, che ci si trova in una situazione così forte tanto da “innescare un senso di preoccupazione verso il futuro, ma sono consapevole che la riapertura possa alleviare questa incertezza favorendone l’inizio di una nuova fase commerciale e sociale”.

Anche Silvia, in visita, titolare della lavanderia in zona vigili del fuoco, racconta che “non avendo mai chiuso, la mia quotidianità non subisce questo cambiamento, come chi ha riaperto oggi. Noto anche io, invece, un po’ di preoccupazione vedendo incrementato la richiesta di ultra igienizzazione del nostro sistema di lavaggio ad ozono, già presente da qualche anno”.

Si continua nella gastronomia che da oltre cinquant’anni vede sempre attiva la signora Maria, che si esprime “soddisfatta del movimento stradale e pedonale odierno.  L’assenza di persone e auto in strada mi aveva un po’ demoralizzata. Il movimento di oggi è una bella cosa, porta energia. Una vera vitamina C”. Anche la signora Lucia, affezionata cliente, si dice felice di queste attenuazioni del blocco e auspica un incremento di acquisti, da parte dei consumatori, sul nostro territorio favorendo prodotti  Made in Italy.

A pochi metri di distanza c’è Fausto, il ferramenta, che nonostante l’apertura al pubblico avvenuta il 4 maggio, trova “ora con la circolazione delle persone l’inizio di una vera ripartenza”.

Si prosegue da Francesco, il parrucchiere di Via Veneto, dove accoglie i clienti con visiera e mascherina  e definisce la giornata di ieri “positiva.  Ho ritrovato  i clienti, che si sono presentati con tutti i tipi di tagli casalinghi” racconta  sorridendo e auspica “una collaborazione  da parte dei clienti nell’indossare i dispositivi di protezione individuali richiesti, come guanti e mascherine”.

Attraversando la strada si continua, nel settore della moda dove  titolare e commessa di “ViaVeneto23” si mostrano molto soddisfatte,  in quanto abbiamo visto una “voglia di shopping. Un ritorno dovuto alla necessità di aggiornare il proprio guardaroba, anche a causa degli effetti di sedentarietà dovuta al lockdown”.

Una delle attività che per DPCM non hanno mai chiuso sono le ricevitorie, Alessandro, titolare della numero 425  sotto i portici, racconta però  che “spesso molti clienti non riescano ancora ad adeguarsi, per svariate motivazioni, alle norme di accesso in sicurezza”.

Verso Palazzo Verbania si incontra Paolo Oldani, titolare dell’omonima camiceria, che ha dovuto causa emergenza Covid-19 “modificare le mie strategie  aziendali. Avevo intrapreso il progetto sartoriale delle da collezioni su misura e ho dovuto organizzarmi invece per la realizzazione di mascherine in tessuto Made in Porto Valtravaglia” dopo tanti anni di attività diche che “bisogna sapersi adattare, in quanto è l’ unica alternativa. Però  sono convinto che la gente abbia bisogno di socialità, di muoversi, di comunicare e di condividere, innescando  così una moto di  ripresa e di voglia di andare avanti”.

La prima giornata è andata, l’incertezza è una costante, ma l’arrivo della bella stagione, la riapertura delle dogane potrebbe riportare ad una prospettiva economica e sociale più positiva. Abbiamo tutti bisogno della Vitamina C, così sentita dalla signora Maria. (NdR qualche negoziante ha preferito non rilasciare dichiarazioni)

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