Luino | 15 Maggio 2020

Luino, “Nel contrasto all’odio non può prevalere il dibattito su fascismo e comunismo”

Alessandro Franzetti interviene sull'emendamento proposto dal sindaco per approvare la mozione #incomunesenzaodio dei consiglieri dem Nogara e Petrotta

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Il Comune di Luino ha approvato nell’assemblea cittadina di mercoledì sera la mozione proposta dai consiglieri di minoranza, Enrica Nogara e Giovanni Petrotta, con cui rafforzare le iniziative pubbliche di contrasto al razzismo e alla xenofobia e l’azione di controllo e verifica sulla diffusione degli stessi fenomeni in rete e sui social network, dove ogni giorno trovano terreno particolarmente fertile per proliferare.

Un’approvazione, quella raggiunta due giorni fa in video conferenza dagli amministratori luinesi, accompagnata dalla quasi unanimità del consiglio (astensione finale per l’assessore Caterina Franzetti) ma anche da una lunga discussione che ha fatto emergere, come più volte avvenuto nel recente passato e nella medesima sede, contrasti di carattere storico e politico tra esponenti della maggioranza e i due firmatari della mozione, che hanno resistito fino alle battute conclusive prima di accettare una singola modifica al testo, in cui ora compare la volontà di condannare, nella molteplicità di interventi a cui il comune potrà fare ricorso per contrastare e prevenire episodi di razzismo, l’operato di tutti i totalitarismi. Compresi quelli di stampo comunista.

Emendamento che nel corso della seduta ha infuocato ulteriormente il confronto, proseguito in streaming fino a tarda ora, e sul quale interviene oggi l’ex presidente del consiglio comunale, Alessandro Franzetti, per un commento sull’intesa raggiunta.

Di seguito il testo della lettera inoltrata da Franzetti alla nostra redazione.

Ho letto attentamente la mozione presentata dai consiglieri Enrica Nogara e Giovanni Petrotta nell’ultima seduta del civico consesso avente come premessa che “Il Consiglio Comunale di Luino (è) consapevole che il contrasto al razzismo e alla xenofobia rappresentano una parte importante nell’attuazione dei diritti umani e che la tolleranza e il rispetto per la dignità della persona costituiscono le fondamenta di ogni società civile, democratica e pluralista”.

La mozione si rifà agli articoli 2 e 3 della nostra Costituzione e richiama il fatto che l’Unione Europea rigetti ogni forma di razzismo e xenofobia e tra i diversi punti delle conclusioni chiede di favorire l’istituzione della commissione proposta dalla senatrice Liliana Segre (cittadina onoraria di Luino) e di promuovere atti concreti e di sensibilizzazione contro questi mali ancora presenti oggigiorno e a coltivare la memoria contro i totalitarismi e gli orrendi crimini come la Shoah e le guerre coloniali.

Dopo una lunghissima discussione tra la maggioranza e i due proponenti, con diversi interventi, il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità il testo con l’aggiunta di un riferimento alla lotta contro il Comunismo, che si aggiunge a quella contro il Fascismo già presente nella mozione originale.

Ritengo fortemente sbagliata questa aggiunta, dovuta a una specie di par condicio della memoria storica che nulla ha di oggettivo e di scientifico.

Infatti, la nostra Costituzione e la nostra Repubblica si basano sulla vittoria sul Fascismo, sulla Resistenza (e lo dico in particolare al sindaco Pellicini e ai consiglieri di Fratelli d’Italia) e non sulla lotta al comunismo.

Posso affermare questo senza tema di essere accusato di partigianeria perché tutti sono a conoscenza delle ispirazioni liberali del mio pensiero politico, allergico come sono tanto al Comunismo quanto al Fascismo, ma qui si è arrivati a un compromesso al ribasso che scontenta la verità storica.

Perché ogni volta che in Italia si parla dei crimini del Fascismo che è stata una dittatura razzista e liberticida che ha portato l’Italia in una disastrosa guerra e all’alleanza con Hitler, bene ogni volta certa destra (anche qui a Luino) dice “beh il Comunismo ha fatto milioni di morti”.

Questa obiezione è scandalosamente errata e fuorviante.

Ve lo immaginate un consiglio comunale in Germania che si divida sui crimini del nazismo e in cui alcuni consiglieri affermino, beh “Stalin ha fatto molti più morti di Hitler”. No, non potete immaginarlo perché ciò non succede in Germania, perché lì si sono fatti i conti con la storia, non come in Italia in cui ci si divide ancora sul Fascismo e vi sono partiti che, direttamente o indirettamente, rivalutano la bontà del ventennio.

Questa mozione andava votata così come era, senza stralci né modifiche. Hanno sbagliato i proponenti ad accettare questo fuorviante parallelismo storico, ma soprattutto il sindaco che dovrebbe rileggersi qualche buon libro di storia sul Fascismo e non essere urtato dalla parola Resistenza.

La Resistenza è stato un movimento di popolo, interclassista e variegato, e non una brigata di pericolosi estremisti comunisti.

Preti, monarchici, azionisti, socialisti, liberali e certo anche comunisti sono morti per darci la libertà.

Quindi sono molto deluso dalle conclusioni del Consiglio sulla mozione, che ha visto un unanimismo artefatto e ideologico.

E per concludere voglio ricordare al signor sindaco che il XXV aprile è la festa della Liberazione dal Fascismo: certamente è stato bello dedicarla ai nonni nelle case di riposo, ma con questa festa nulla c’entrano gli sconfitti di allora, che se avessero prevalso avrebbero trasformato l’Europa non certo in un continente libero e democratico come è oggi.

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