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Luino | 10 Maggio 2020

Luino, il messaggio domenicale dei sacerdoti della Comunità Pastorale in attesa del 18 maggio

Don Sergio Zambenetti: "Dovremo tutti collaborare ad osservare le norme indicate". Settimana prossima verrà comunicata la nuova organizzazione delle celebrazioni

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L’accordo raggiunto pochi giorni fa tra il Governo italiano e la Conferenza Episcopale Italiana ha stabilito di poter ricominciare con le celebrazioni con concorso di popolo a partire da lunedì 18 maggio, con una serie di norme e precauzioni da rispettare per permetterne lo svolgimento in sicurezza.

In attesa di indicazioni più precise da parte della diocesi di Milano che consentano di studiare il modo migliore per organizzare la ripresa delle messe, la Comunità Pastorale “Madonna del Carmine” di Luino prosegue anche per questa domenica con la diretta sulla propria pagina Facebook (e su quella dell’Oratorio San Luigi) della celebrazione eucaristica festiva e della recita pomeridiana del Rosario, alle ore 15.30.

Continuano le attività della Caritas con la distribuzione dei viveri e l’iniziativa “Una spesa in sospeso”, mentre rimangono esclusi i servizi di ascolto e guardaroba ed è sospesa la raccolta diocesana annuale degli indumenti.

Di seguito il consueto messaggio domenicale da parte del prevosto don Sergio Zambenetti, don Ennio, don Franco, don Ilario, don Massimiliano e del diacono Gabriele:

Ci stiamo avvicinando al 18 maggio, giorno in cui, pur con le dovute attenzioni, potremo celebrare la S. Messa con la presenza del popolo. La prossima domenica daremo indicazioni precise, che attendiamo dalla Curia di Milano in attuazione del decreto del Presidente del Consiglio in accordo con la conferenza Episcopale Italiana. Intanto vi invitiamo a prendere coscienza che dovremo tutti collaborare ad osservare le norme che saranno indicate e inoltre chiederemo la disponibilità di qualche volontario per rendere ordinata l’entrata, la permanenza e l’uscita dalle chiese in cui si svolgeranno le celebrazioni.

In questi mesi ci siamo resi conto di quanto la vita umana sia preziosa, ma anche di quanto essa sia fragile, vulnerabile, bisognosa di cura e dunque, non onnipotente. Tutto questo ci ha spinto ad aumentare la nostra fiducia nel Dio Onnipotente, Creatore, Padre di Gesù, mandato nel mondo per salvare l’umanità intera, offrendo lo Spirito Santo, che è Signore e dà la vita.

La prima lettura della liturgia di questa quinta domenica di Pasqua ci riporta l’episodio di Pietro che a Cesarea, in casa del centurione pagano Cornelio, vedendo scendere lo Spirito Santo su quell’uomo e sulla sua famiglia, afferma: “Mi sto rendendo conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia a qualunque nazione appartenga”.

In questo tempo pasquale la Chiesa sente forte l’invito di Gesù ad andare nel mondo a proclamare le grandi opere del Signore, non solo con le parole ma nei fatti e nella verità. Nel Vangelo di Giovanni Gesù dice ai suoi discepoli: “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama”, facendo capire che solo se ascoltiamo la sua parola e la viviamo nella nostra vita possiamo dirci veri cristiani.

La Madonna si è fatta serva della Parola accogliendola nella sua vita e incarnandola dentro di sé, mettendosi poi alla sequela di Gesù e facendosi discepola di Lui fino alla Croce e dopo la Pasqua, accettando di essere Madre della Chiesa per sempre. Come madre ella ci educa e ci insegna ad amare Gesù, ad ascoltarlo come l’unico bene della nostra vita, a cui attingere per imparare veramente che cosa significhi “amare”. Il 13 maggio prossimo ricorderemo il 103° anniversario della prima apparizione della Madonna ai fanciulli di Fatima, i quali sono stati invitati da lei a pregare e fare rinunce per ottenere la fine della prima guerra mondiale. Nella loro innocenza i fanciulli hanno accolto l’invito della Madonna e si sono fatti portavoce ed esecutori dei suoi messaggi. Continuiamo il mese di maggio non smettendo di pregare il rosario per chiedere il dono della fine della pandemia, che in molti chiamano “guerra”.

Infine auguriamo a tutte le mamme, in questa domenica a loro dedicata, la forza e il coraggio di svolgere la loro vocazione, sotto lo sguardo materno della Madonna.

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