Luino | 9 Maggio 2020

Coronavirus, lo sfogo di una luinese: “Mi arrendo davanti alla politica che non aiuta”

Con un messaggio inoltrato alla redazione, una lettrice critica duramente l'operato del governo, difendendo la dignità degli italiani feriti dalla crisi e disorientati

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Emanuela, una cittadina che riflette sui risvolti del coronavirus più complicati da accettare, spinta da un comprensibile sconforto per le drammatiche immagini delle bare di Bergamo, trasportate fuori dalla città con i camion militari, e dalla frustrazione dei lavoratori autonomi bloccati dalla pandemia, che soffocano ogni giorno di più mentre resta ancora troppo lontano, sul calendario, il giorno della ripresa.

Emanuela non lesina poi dure critiche alla politica per come la stessa reagisce oggi alle conseguenze dell’emergenza sanitaria. Politica che è attualmente rappresentata dalle stesse figure che l’autrice della lettera indica come responsabili, tra maggioranza e forze di opposizione, del disinteresse o dei troppo limitati sforzi prodotti verso aspetti cruciali dell’economia e della società, nonché rispetto a fenomeni che incidono sul destino di un’intera nazione, anche e soprattutto in situazioni così complesse come quella che tutti noi stiamo vivendo.

La delusione può azzerare i punti di riferimento, può spingere le persone, come Emanuela, a non sentirsi più rappresentate da chi promuove idee e soluzioni per migliorare la vita quotidiana della collettività. In altre parole, dagli attori protagonisti della cosa pubblica. E mentre domina l’incertezza rispetto a quello che verrà, una volta sconfitto il nemico invisibile che ci sta tenendo in ostaggio e che ha stravolto le nostre abitudini, cresce l’orgoglio di mantenersi onesti ed essere solidali nei confronti del prossimo.

Di seguito il testo integrale della lettera.

Il Covid-19 è una mattanza e ho ancora negli occhi le bare che si allontanano dalla loro città dentro un camion dell’esercito, lontano da quello che era il mondo delle persone che non ce l’hanno fatta. Lontano da tutti i loro amori.

Ho visto qualche giorno fa dei cittadini onesti, che meritano anzi la “o maiuscola” quando dico “onesti”, sedersi in piazza per dire qualcosa al governo, nel pieno diritto della loro forza e voglia di lavorare. Lo Stato ha risposto mandando loro la Digos, a multarli come fossero dei sovversivi.

Ho sentito politici di tutte le fazioni giurare e spergiurare che avrebbero messo liquidità nelle tasche degli italiani per superare questo brutto momento. Sono gli stessi politici che negli anni si sono succeduti come forze di maggioranza, ma che non hanno dato il benché minimo contributo al miglioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza, in vari campi: contro l’evasione fiscale, contro la malavita, contro lo sperpero di capitali che potevano essere utilizzati per la sanità, per la ricerca, per la scuola.

Ho sentito uno statista dire che i quattro pilastri della società, affinché sia salda e producente, sono l’istruzione, la scienza, il lavoro e la sanità. Senza queste colonne un paese non ha gambe sulle quali reggersi e con cui creare benessere.

Tutte cose che nel nostro Paese sono state sottovalutate, anzi violentate e depredate da ministri e governatori di regione che hanno pensato solo ad arricchire loro stessi. Oggi paghiamo il conto, lo paghiamo noi. Chi ha rubato, ha tesoretti in paradisi fiscali che una giustizia ingiusta tutela a nome di norme incomprensibili, la stessa giustizia che si permette di rilasciare capi mafia, in nome di una salute che francamente non meriterebbero di avere, dal momento che l’hanno tolta senza problemi a persone innocenti.

Sono delusa e sconcertata. Non vado a votare da molti anni, non mi sento rappresentata e non mi fido più di nessuno. Forse non dovrei avere diritto di giudicare, perché non ho scelto, ma sono convinta che qualunque governo non faccia bene, poiché cambiano i commensali ma la minestra è sempre la stessa: pochissima per noi, moltissima per loro.

C’è però una cosa che voglio dire a tutti i politici. Voi non meritate gli italiani onesti, i lavoratori, i ragazzi che studiano e lavorano per assicurarsi un futuro. Voi non meritate gli italiani che fanno volontariato, gli italiani solidali tra loro, la brava gente che ha fatto grande questo Paese a differenza vostra, che avete sempre remato contro. Vi meritate solo l’Italia più marcia e vi auguro di raggiungere un giorno la piena consapevolezza della rovina ottenuta.

(Foto di copertina tratta dal sito Ansa.it)

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