Per lo straordinario traguardo anagrafico dei cento anni dovrà attendere il 31 luglio, anche se già la serata di ieri per Franca Maria Norsa, in arte Franca Valeri, è stata di quelle da cui si leva alta tutta la gioia per il raggiungimento di vette che nella vita si toccano, di norma, una volta sola.
All’attrice milanese classe 1920, icona della femminilità all’italiana tra cinema e teatro, grazie ad indimenticabili personaggi come la signorina Snob e la sora Cecioni, ha ricevuto il prestigioso David alla Carriera nella prima notte del premio cinematografico quasi del tutto “in digitale”, con la presentazione in diretta Rai affidata a Carlo Conti ma con quasi tutti i volti protagonisti in collegamento.
All’interno della lunga lista di apparizioni e interpretazioni di successo davanti alle telecamere, per registi del calibro di Fellini, già agli esordi dei primi anni Cinquanta, Vittorio Caprioli, a cui fu legata in matrimonio dal 1960 al 1974 e Mario Monicelli, per citarne alcuni, figura anche un emozionante momento luinese, quello della consegna di un altro encomio alla carriera, il Premio Chiara per l’edizione 2011.
Di quella cerimonia, svoltasi come di consueto sul palco del Teatro Sociale, l’associazione Amici di Piero Chiara ricorda oggi la preziosa motivazione che ha preceduto l’attribuzione del riconoscimento: “Per l’intelligenza e l’ecletticità con cui, come scrittrice e attrice ha stigmatizzato, con raffinata e caustica ironia, le frivolezze e le ipocrisie degli italiani, dando vita a personaggi capaci, oltre che di far ridere, di far riflettere su vizi e vizietti pubblici e privati”.
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