Il Centro per lo studio e la promozione delle professioni mediche, con sede a Duno presso Villa Malcotti, ha ultimato i preparativi per un evento commemorativo che si svolgerà il prossimo 5 maggio, e che è dedicato all’ottantesimo anniversario della consacrazione del sacrario annesso al Tempio dei Medici d’Italia, il quale sorge proprio all’interno del piccolo paese della Valcuvia.
Il tempio era stato eretto tramite la volontà e l’impegno di don Carlo Cambiano, allo scopo di onorare la memoria di tanti medici caduti in guerra e nell’esercizio della professione. Consacrato il 25 agosto 1938 dal vescovo di Como, monsignor Alessandro Macchi, ed elevato alla dignità di santuario il successivo 3 settembre, al piccolo tempio di forma ottagonale si era poi aggiunto il sacrario, inaugurato il 5 maggio 1940.
Così si espresse don Cambiano nel discorso pronunciato durante la cerimonia: “[…] Qui si prega per il medico, per questo qui arde una lampada che simbolicamente rappresenta il bisogno di luce di chi deve lenire in lotta con le forze ostili della natura, il dolore umano. Essa implora con la sua continua consunzione l’aiuto di Dio, di colui che solo può superare le forze naturali alle quali Egli stesso ha infuso il possente alito di vita. Ma un’altra lampada arde di fianco a quella che ricorda il vostro diuturno lavoro. Essa arde per ognuno di questi instancabili battaglieri, nemici della morte che sono caduti sul campo stesso della loro lotta senza che neppur sorridesse loro la speranza di una postuma corona di gloria, come si dovrebbe a un qualunque altro eroe”.
Sui marmi del sacrario furono incisi dal 1940 al 2000 i nomi di 680 medici. Dal 2003 l’Ordine dei Medici di Varese si è impegnato anche economicamente a seguire e a curare le iscrizioni e, stante l’esiguo spazio marmoreo, ha deliberato di ricordare nel sacrario solo i nominativi dei medici che hanno sacrificato la loro vita in situazioni di rilevante impegno professionale.
Nessuno però avrebbe potuto immaginare quello che è accaduto oggi, e che purtroppo stiamo vivendo. Nel ricordare quell’anniversario ci troviamo ora desolatamente a rimpiangere i tanti medici e gli altri operatori della medicina sacrificati in questi mesi dalla malattia che sta travolgendo il mondo.
La situazione drammatica del presente ci costringerà, anche in ottemperanza ai dettami delle autorità governative, ad una cerimonia semplice, a cui non potremo assistere fisicamente ma che consisterà in una preghiera dedicata ai medici defunti e in una benedizione impartita dall’arciprete don Lorenzo Butti, prevista per le ore 17 di martedì 5 maggio all’interno del sacrario.
Sarà rivolto un particolare ricordo, con la lettura dei nomi, ai medici e a tutto il personale sanitario caduti per epidemia di Covid-19. A loro sarà dedicata la cerimonia ufficiale che avrà luogo ad ottobre 2020 in occasione della festa di San Luca, il santo protettore dei medici. (Foto di copertina © Gaetano Ciochetta, Facebook)
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