Roma | 21 Aprile 2020

Coronavirus e frontalieri, da Roma al lavoro per la riapertura dei valichi dell’alto Varesotto

Il senatore Pd Alessandro Alfieri: "Confido in soluzione entro la settimana". Il deputato M5S Niccolò Invidia: "Si sta facendo tutto il possibile per la riapertura"

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Tiene banco su tutto il territorio la criticità che a partire da ieri, lunedì 20 aprile, sono costretti ad affrontare quotidianamente le migliaia di frontalieri che, a causa della riapertura delle attività ma non delle dogane nell’alto Varesotto, stanno trascorrendo diverse ore all’alba in coda verso i valichi di confine.

Oggi giornata intensa per gli amministratori locali e a livello regionale, che a gran voce hanno richiesto all’Amministrazione federale delle Dogane svizzere la riapertura, ma al momento ancora nessuna novità. Così si sono mossi anche i rappresentanti della provincia di Varese in Parlamento, il senatore Pd Alessandro Alfieri e il deputato M5S Niccolò Invidia.

Sono in contatto quotidiano con i sindaci dei Comuni di confine preoccupati per il blocco dei valichi – afferma il senatore del Partito Democratico, Alessandro Alfieri – In particolare, la chiusura dei valichi di Fornasette e Porto Ceresio sta creando non pochi disagi ai nostri lavoratori oltreconfine e un’eccessiva concentrazione di traffico al valico di Ponte Tresa, anche alla luce della riapertura di alcune attività economiche in Canton Ticino”.

“In questi giorni – continua Alfieri – ho sentito più volte le autorità svizzere per trovare soluzioni idonee a coniugare l’esigenza di effettuare controlli adeguati e diminuire i disagi per i frontalieri e le comunità di confine. Confido si possa arrivare ad una soluzione positiva già entro la settimana, per essere pronti, da lunedì prossimo, ad affrontare più razionalmente un ulteriore aumento dei flussi di traffico da e per la Svizzera”.

Dello stesso avviso anche il collega alla Camera dei Deputati, Niccolò Invidia. “La situazione delle dogane è lampante ed è chiara a tutti, anche alle stesse autorità svizzere. Non c’è molto da commentare. Quello che manca è la reazione dell’Amministrazione federale delle dogane. A riguardo la pressione che viene portata avanti da ogni parte è diretta lì e, sentiti i rappresentanti dell’Ambasciata svizzera, c’è sicuramente nel Ticino la volontà generale di riaprire, soprattutto prima del 27 aprile. Si sta facendo veramente tutto il possibile per la riapertura, tenendo conto che si tratta della decisione di un ente autonomo di un altro Paese”.

Trovo poco opportuna la scelta da parte di alcuni politici Lega di andare su change.org per risolvere i problemi. Mi pare poco serio, se non proprio assurdo. Viceversa invito questi politici ad unirsi in modo serio alla pressione di tutte le autorità italiane impegnate per la riapertura”, conclude Invidia.

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127