Alto Varesotto | 21 Aprile 2020

Anche oggi traffico intenso a Ponte Tresa, la rabbia dei frontalieri monta sui social

Alle dichiarazioni di ieri del sindaco Mastromarino, si aggiungono quelle di Marco Fazio e di Alessandro Casali: "Fondamentale e urgente riaprire i valichi"

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Non c’è pace neanche questa mattina, martedì 21 aprile, per migliaia di frontalieri dell’alto Varesotto. Dalle 5, infatti, dopo l’Odissea di ieri, con persone che hanno impiegato anche due ore per fare meno di 10 km, stesse lunghe code in entrata a Ponte Tresa, con un traffico intenso che ha causato enormi disagi.

A confermarlo, oltre all’indignazione espressa sui social network dai frontalieri, anche le parole del sindaco di Lavena Ponte Tresa Massimo Mastromarino, nonché presidente dell’ACIF, che ha ribadito quanto espresso già ieri. Alla sua denuncia oggi si sono aggiunti anche il sindaco di Germignaga Marco Fazio e il vicesindaco di Luino, Alessandro Casali.

“Anche questa mattina situazione pesante – commenta Mastromarino -. Dalle rilevazioni il traffico transfrontaliero è aumentato del 45% passando da 14.000 veicoli a 20.000. Non si può chiedere ai frontalieri di tornare al lavoro e trattarli poi così. Non c’è nessun motivo logico per non riaprire almeno Fornasette, Porto Ceresio e Clivio, per non tenere conto dell’origine degli spostamenti, del disagio di compiere itinerari assurdi, di tragitti da valle a valle, disagio che si sommano alle tensioni lavorative legate al rischio epidemico. Cantone e Confederazione dimostrino responsabilità e buon senso“.

“Abbiamo sempre lottato, anche la notte del 7/8 marzo 2020, anche la sera del 5 dicembre 2016 perché i valichi rimanessero aperti – ha concluso Mastromarino -. Perché prevalga l’interesse di questo territorio, di una economia transfrontaliera che fa bene a tutti, al di qua e al di là del confine. Tanta stima per voi frontalieri che con responsabilità e senso del dovere affrontate questi giorni difficili“.

Dal lato svizzero, al momento, non ci sono novità. Dopo la riapertura negli scorsi giorni, con orari limitati, del valico di Zenna, tutto farebbe presagire un’apertura urgente anche per le altre dogane minori, chiuse nelle scorse settimane per contenere ed evitare la diffusione e il contagio da Coronavirus.

Nel frattempo, però, i frontalieri, richiamati a lavorare nelle aziende e nelle attività ticinesi continuano a subire disagi e decisioni poco comprensibili. Per l’ennesima volta.

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