Via libera ai cantieri, a partire da quelli pubblici: è questo uno degli obiettivi attorno ai quali sta ragionando Regione Lombardia per organizzare nel modo più efficiente possibile la ripresa delle attività lavorative.
Se n’è parlato durante gli “Stati Generali del Patto per lo Sviluppo“, con più di cento persone collegate in video conferenza tra esponenti di attività produttive, sindacati e università.
Al termine del confronto è emersa l’esigenza, in vista del ritorno alla cosiddetta “nuova normalità“, di una “quinta D”, rispetto a quanto prospettato dalla Regione nelle scorse ore, nella definizione delle linee guida che orientino la ripartenza attraverso la digitalizzazione (smart working dove possibile), la distanza (un metro di sicurezza tra le persone), la diagnosi (in primis test sierologici da affiancare ai tamponi) e l’impiego dei dispositivi (mascherine obbligatorie per tutti).
La “quinta D” corrisponde ad un bisogno, percepito come fondamentale a margine della riunione in video conferenza, per guardare alla ripresa con ottimismo. E’ la “D” di diritto e tocca svariati campi: il diritto alla sicurezza, al lavoro, alla mobilità e allo studio.
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