(A cura di Sara Pereira da Silva) A distanza di quasi un anno e mezzo, dopo la pubblicazione del suo primo album, “In Between Things”, Saul è tornato in scena con “The Infinite Inside”, prodotto da Guido Zanzi, guru della scena musicale varesina, con cui Saul condivide anche la professione di insegnante e che per quest’ultimo ha rappresentato un solido punto di riferimento.
Saul vive a attualmente a Luino (Varese), ma ha trascorso la sua adolescenza in una piccola città nel sud della Scozia, Dumfries, mentre la maggior parte della sua vita, fino a qui, l’ha trascorsa a Glasgow. La vita all’estero è un’esperienza che ha notevolmente arricchito il repertorio artistico di Saul, che infatti viene travolto da innumerevoli influenze musicali già da ragazzino.
Tra queste influenze ci sono il rock, l’hard rock, e l’heavy-metal. A coinvolgerlo ancor di più è però la musica Indi britannica degli anni Novanta, nel passaggio dalla scena musicale dance all’originario rock ‘n’roll, il cui ritorno porta ad una nuova affermazione del fermento culturale rivoluzionario degli anni ’60, poi sfumato con l’avvento del digitale.
In quest’ultimo progetto a fianco di Saul (voce e chitarra ritmica), troviamo Zanzi alla chitarra acustica, alla tastiera, e all’armonica. Seconda voce, straordinaria, intensa e leggera, è quella di Sara Mainardi. Al basso Andrea Perino, alla batteria Riccardo Cugnasco, alla chitarra elettrica Umberto Bellodi. Alessandro Gristolo, al dobro, partecipa a due tracce dell’album.
Con “The Infinite Inside”, ci troviamo di fronte a un album nuovo, in cui è riconoscibile un autentico stile country-folk, ma con un repertorio che risente di influenze provenienti da disparati generi. Tra le influenze, emergono in primis quelle vissute personalmente dall’artista. La traccia “Underclass of ‘92” descrive bene infatti come Saul, con gli occhi dei suoi vent’anni vive il passaggio dalla musica dance al nuovo periodo rock.
Quello pubblicato lo scorso 2 marzo è un album più maturo rispetto al precedente, denso di significato ma allo stesso tempo leggero. Saul infatti racconta di quanto sia stato importante aver raggiunto un periodo di pace, di stabilità, per poter dare personalità al progetto, ricco di piccole sfumature su cui vale la pena soffermarsi, come il titolo stesso suggerisce.
Il disco prende il nome dalla traccia principale. Il tema portante è proprio l’infinito, da cui l’artista trae ispirazione a seguito di un viaggio a Recanati avvenuto la scorsa estate. Saul visita la città natale di Giacomo Leopardi, compreso il noto colle che ispirò il poeta nel suo celeberrimo componimento, scritto esattamente duecento anni fa e sublime oggi più che mai.
“The Infinite Inside” è album caldo, familiare, che in un periodo complesso come quello attuale, non può che fungere da carezza a tutti coloro che l’ascolteranno. L’appuntamento, emergenza permettendo, è per sabato 6 giugno presso l’Auditorium di Maccagno per una serata di presentazione da non perdere.
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