Luino | 10 Aprile 2020

Ospedale di Luino, il DG Bonelli risponde a Pellicini: “Attivi sin dall’inizio dell’emergenza”

In una lunga missiva il direttore generale dell'ASST dei Sette Laghi chiarisce le perplessità del sindaco, ringraziando tutto il personale per l'instancabile lavoro

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La tutela della salute del personale sanitario e dei cittadini è la priorità posta in cima all’elenco delle azioni definite dall’ASST dei Sette Laghi per rispondere nel modo più efficiente possibile alla minaccia coronavirus.

Priorità che ha condotto ad un serio percorso di riorganizzazione aziendale, i cui punti salienti sono riassunti dal direttore generale Giani Bonelli nella lettera inoltrata al sindaco di Luino, Andrea Pellicini, e firmata inoltre dal direttore sanitario Lorenzo Maffioli, dal diretto medico del presidio del Verbano, Brunella Mazzei, dal direttore del dipartimento di Medicina interna, Francesco Dentali e da quella della SSD Pronto Soccorso della città, Maurizio Zorzan.

Una lettera attesa da buona parte della comunità, dopo che i quesiti rivolti alla dirigenza dal primo cittadino sono stati rilanciati, tramite il nostro quotidiano online, dai consiglieri di minoranza Agostinelli, Nogara e Petrotta, che hanno così fatto da tramite tra cittadini e istituzioni, raccogliendo gli interrogativi e le richieste di chiarimenti che tanti luinesi hanno espresso negli ultimi giorni, soprattutto tramite social network.

Pazienti Covid sono stati ricoverati nel reparto di Medicina di Luino? Ci sono stati casi di contagio tra medici ed infermieri? Quali sono le misure di protezione adottate?

Nella sua articolata risposta, il dg Bonelli sottolinea che l’attività di riorganizzazione per gestire l’emergenza è stata avviata il 21 febbraio grazie al lavoro di un’apposita unità di crisi, che fin dal primo momento si è mossa rispettando l’obiettivo principale, quello di mantenere i presidi del territorio “Covid free“, concentrando tutti i pazienti positivi al tampone in un’unica sede: l’ospedale di Circolo di Varese.

E’ ovvio, da Luino i cittadini positivi al tampone sono transitati, ma per essere poi trasferiti a Varese, nel minor tempo possibile e seguendo specifici protocolli che tuttora entrano in funzione anche in presenza di casi sospetti.

Già il 23 febbraio scorso, nel Pronto Soccorso di Luino era attivo un pre triage per individuare, prima dell’accesso alle sale, i pazienti potenzialmente colpiti dal coronavirus – scrive il direttore generale – per i quali era già stato predisposto un percorso dedicato e separato. Una soluzione organizzativa del tutto funzionale, che i lavori strutturali di questa settimana permetteranno di efficientare, rendendo ancora più netta la divisione dei percorsi”.

I chiarimenti giungono anche per quanto concerne la situazione della Medicina interna, al centro di voci che per giorni si sono rincorse circa la presenza di pazienti Covid nel reparto, con discussioni comparse a più riprese sui gruppi Facebook dedicati a Luino.

Solo per le prime due settimane di emergenza, quando il tempo di attesa per l’esito di un tampone poteva essere di alcuni giorni, perché doveva essere analizzato nel centro di riferimento regionale, accanto ad un’area osservazione individuata in Pronto Soccorso in cui ospitare i pazienti in attesa di tale risultato, sono state individuate due camere all’interno del reparto di Medicina – spiega il dg – in cui tenere gli eventuali ulteriori pazienti in questa situazione, adottando tutti gli accorgimenti del caso fino al trasferimento a Varese, in caso di positività”.

In conclusione, il dg Bonelli esclude che un paziente positivo o potenzialmente positivo al coronavirus sia stato ricoverato all’ospedale di Luino: “Piuttosto è capitato che un paio di pazienti, già ricoverati e con tampone negativo, siano successivamente risultati positivi. Si tratta di un’evenienza tutt’altro che anomala nel contesto di una pandemia, che è stata gestita sulla base delle procedure già definite con il trasferimento all’ospedale di Circolo dei pazienti in questione, e con l’adozione di ulteriori misure per il contenimento dell’infezione, nonché con regolare segnalazione all’ATS”.

A margine di un doveroso ringraziamento a tutto il personale dell’Unità di Crisi che sta lavorando senza sosta, con turni rinforzati estesi anche ai giorni festivi (“un lavoro notevole, impegnativo, che richiede l’assunzione di grandi responsabilità e la capacità di prendere decisioni rapidamente“), un’ultima annotazione riguarda il versante comunicativo, che al pari di tutti gli altri fronti può essere minato dai ritmi serrati imposti dall’azione di contrasto alla pandemia e da tutte le dinamiche in cui la stessa azione si svolge.

“La riorganizzazione del Presidio e la definizione dei protocolli per la gestione e il trasferimento dei pazienti positivi, sono di competenza della direzione medica, che li adotta in accordo con i responsabili delle unità operative. Direzione medica che non ha mai mancato di essere presente e che, in particolare, ha sempre partecipato ai lavori dell’unità di crisi. Non solo, quindi, non manca un interlocutore istituzionale a cui lei può rivolgersi – precisa in conclusione il direttore generale Bonelli nella lettera indirizza al sindaco Andrea Pellicini –  ma non è mai mancata la guida del Presidio del Verbano in questa fase così delicata”.

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