Varese | 6 Aprile 2020

Coronavirus, a Varese le salme di Bergamo: aumentano le cremazioni

L'incremento riguarda il primo trimestre dell'anno ed è influenzato dai decessi avvenuti nelle province lombarde più colpite dal coronavirus. I dati di Socrem Varese

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Le immagini dei camion militari che da Bergamo trasportano altrove le salme di tanti cittadini, sono ancora vive e presenti nella memoria di tutti, anche dopo la giornate di ieri, quella in cui – nonostante la drammaticità della situazione coronavirus – un bagliore in più di speranza è giunto dalla notizia del calo più significativo del numero di decessi dal 19 marzo scorso (525), e contestualmente della diminuzione dei ricoverati, anche in terapia intensiva.

Di quelle salme trasportate dai mezzi in colonna fuori dalla città, diverse sono poi giunte a Varese, come sottolinea oggi il quotidiano La Prealpina, ricordando che sono 123 “Le salme cremate in marzo a Giubiano (rione del capoluogo, ndr)” provenienti sia da Bergamo (111) che da Brescia (12).

Il dato viene poi messo a confronto con il numero di decessi avvenuti a Varese (non solo di persone residenti) che per il mese di marzo 2020 ha raggiunto quota 206. “Di questi – scrive La Prealpina – 116 sono i morti residenti a Varese. Nel primo mese del 2020 sono stati 87 e in febbraio 71. L’incremento è dunque evidente“, viene fatto notare dalle pagine del quotidiano, dove vengono analizzati i numeri forniti da Socrem Varese, società che si occupa di cremazioni. I deceduti provenienti da altre località, sempre per il mese di marzo, sono stati 90.

Il paragone viene poi allargato al medesimo trimestre (gennaio, febbraio, marzo) dei due anni precedenti, a partire dal 2018, quello con maggiore mortalità (555), seguito dal 2020 (520) e dal 2019 (493).

Venendo al numero di cremazioni effettuate dall’impianto rionale, sono 1077 nel primo trimestre dell’anno in corso, quello che si è chiuso con il 31 marzo. Nel 2019 erano state 998. “L’incremento – si apprende ancora dal quotidiano locale – è dato dall’arrivo delle salme dalle province maggiormente colpite dall’infezione”.

Il dato, infine, cresce anche per quanto riguarda i residenti cremati: 85 a marzo contro i 37 di febbraio e i 48 di gennaio: 170 nel trimestre, solo sei in meno rispetto al 2018.

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