Alto Varesotto | 5 Aprile 2020

Animali selvatici in strada, l’appello: “Non sono abbandonati e non vanno toccati”

Le tante segnalazioni di questi giorni possono condurre a comportamenti potenzialmente pericolosi per i cuccioli degli ungulati. Ecco le indicazioni da seguire

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Gli avvistamenti di animali selvatici per le strade deserte e a ridosso delle abitazioni, particolarmente frequenti in queste settimana di isolamento forzato, rischiano di costituire una vera minaccia per gli animali stessi, attratti da aree considerate “sicure” per la mancanza pressoché totale di vita all’esterno delle case.

Una minaccia rappresentata dall’uomo e che coinvolge direttamente i cuccioli degli ungulati, come si apprende dalle pagine de La Prealpina, a cui Alberto Barcaro, consigliere delegato alla Polizia Ittico Venatoria della Provincia di Varese, ha rilasciato alcuni utili consigli a margine delle tante segnalazioni di animali in strada o comunque lontano da luoghi a loro consoni e sufficientemente protetti.

Caprioli, cervi e mufloni possono trovarsi lontani dai boschi per la grande libertà di movimento percepita con l’assenza di veicoli e di segnali riconducibili all’uomo nelle zone che sorgono accanto ai boschi stessi. Qui possono farsi vivi anche i cuccioli, che non sono affatto abbandonati contrariamente a quanto si potrebbe pensare.

“Nella maggior parte dei casi – spiega Barcaro attraverso il quotidiano locale – la mamma si è semplicemente allontanata per due ragioni: o perché in cerca di cibo o perché spaventata dal sopraggiungere della nostra presenza. I cuccioli sono immobili perché la stanno aspettando”.

Persino un contatto può risultare pericoloso per questi animali: “Lasciandogli addosso il nostro odore – sottolinea ancora Barcaro – si rischia che la madre lo rifiuti”.

Situazioni di questo tipo si moltiplicano di giorno in giorno non soltanto per via della quarantena forzata, a cui noi tutti siamo sottoposti, e finalizzata a contenere l’espansione del coronavirus, ma anche perché il periodo in cui ci troviamo corrisponde a quello della nascita dei piccoli, i quali una volta portati lontano dal loro habitat – pur nella convinzione di salvarli o toglierli dalla strada – potrebbero incontrare seri problemi di reinserimento e di autosufficienza nell’età adulta.

“Il prelievo non autorizzato di un animale selvatico – ricorda infine il consigliere provinciale Barcaro, sempre tramite le pagine de La Prealpinarappresenta una violazione penale prevista dalla legge sulla tutela della fauna selvatica”.

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