Maccagno con Pino e Veddasca | 20 Maggio 2024

I volontari della Protezione civile si esercitano al Parco Giona di Maccagno

Circa 300 i volontari che ieri hanno svolto diverse attività nel campo allestito a bordo lago, poi aperto anche ai visitatori. Barcaro: «Siamo i rami che formano un solo grande albero»

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Una domenica iniziata all’alba per numerosi volontari della Protezione civile provinciale che, dalle 6.00 di ieri mattina, hanno preso parte all’attività addestrativa “Maccagno 2024” svolta al Parco Giona, a bordo lago.

All’addestramento, pianificato e sviluppato congiuntamente al Settore Provinciale e ai volontari di Protezione civile all’interno dell’organizzazione di Colonna Mobile, hanno risposto circa trecento volontari di quarantotto ETS provenienti dall’intera provincia, che costituiscono una parte della capacità complessiva di risposta del territorio varesino.

Il Sistema di Protezione civile, costituito sempre dal connubio di funzionari e volontari, è intervenuto su sedici prove di soccorso differenti dislocate in varie parti dell’area: fra le attività previste figuravano il taglio e l’uso motoseghe e cippatrici, l’impiego di idropompe, la ricerca di persona scomparsa, quelle dei cinofili, del nucleo nautico e della guardiania-sicurezza, ma anche l’allestimento e l’utilizzo della cucina da campo o delle strumentazioni adibite alle telecomunicazioni (TLC) e alla logistica pesante con utilizzo di molteplici mezzi d’opera, fra allestimento tende, illuminotecnica, sicurezza, logistica in genere, segreteria e nucleo autisti. Oltre a tutto ciò, vi sono state anche attività del nucleo AIB (antincendio boschivo) e un importante test di un mezzo anfibio da poter utilizzare in emergenze idrogeologiche.

Dal Centro Polifunzionale delle Emergenze, cuore pulsante in ogni emergenza h24, si è delineata la lunga colonna di una sessantina di automezzi, attrezzature e persone che si sono preparati, fianco a fianco, in questa prova addestrativa.

«L’organizzazione – commenta il consigliere provinciale con delega alla Protezione civile Alberto Barcaro – è un valore intrinseco di Protezione Civile: il Sistema coordinato dall’Ente istituzionale competente non potrebbe esistere senza l’apporto sussidiario degli altri Enti che la compongono e senza i volontari che formano ogni suo singolo gruppo, rendendola viva e vitale. Essere organizzati significa funzionare pur articolati in diverse parti, ognuna contraddistinta da attività, professionalità, finalità, attitudini e competenze. Siamo dunque come i rami che formano un solo grande albero e l’organizzazione è il modo in cui agiamo strutturati, collaborando in maniera efficace e gratuita con un unico e grande obiettivo: preparazione, partecipazione attiva e conoscenza della catena di comando sono gli scopi prefissati dall’addestramento».

«Non è solo una questione di maggiore professionalità, che si raggiunge grazie ai corsi di formazione sempre più strutturati ma anche di coesione che le esperienze vissute insieme permettono di raggiungere – continua – Quando si diventa una squadra si riescono a ottenere i risultati migliori, come dimostra anche l’orgogliosa appartenenza del gruppo a Colonna Mobile Provinciale, ove lo scopo è quello di avere gruppi omogenei e integrati, ottimizzando così attrezzature e specializzazioni, organizzazione che è aperta a tutti».

Per Barcaro «il concetto di cooperazione è basilare, in quanto valore che le è connaturato e ne delinea la modalità d’azione. I volontari non devono mai agire da soli, perché “operare insieme”, all’interno di una squadra, e coordinati da funzionari responsabili, diventa essenziale al raggiungimento del risultato e alla sicurezza propria e altrui. La cooperazione esprime quindi l’essenza dell’appartenenza al gruppo che deve essere vissuta con senso di responsabilità. In ultimo, l’addestramento ha soprattutto una funzione didattica in quanto al termine delle prove il campo è stato reso accessibile alle decine di visitatori che, accompagnati da volontari-formatori, hanno illustrato le attività nel loro complesso, essendo un momento essenziale per divulgare i valori di Protezione Civile alle giovani generazioni».

Riprendendo le parole del presidente della Croce Rossa di Varese alla domanda “cosa significa essere volontario oggi?”, Barcaro conclude: «Essere a disposizione. Oggi c’è un problema diffuso ed è l’io. Nel volontariato non credo ci sia necessità di volontari che cercano vantaggi, magari economici, per loro stessi a discapito di un intero sistema. Ringrazio l’assessore regionale che ha scritto a me e ai volontari afferenti a Colonna mobile e il Prefetto, che per impegni non è stato presente. Io ringrazio anche tutti i volontari e i funzionari provinciali per questa giornata e per il supporto che mi hanno dato in questi anni. Mi auguro che questa prova addestrativa trovi naturale sviluppo ed evoluzione nelle successive prove di settembre e novembre».

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