Besano | 3 Aprile 2020

Besano, serie di decessi alla residenza “Ai Pini”: tamponi per i dipendenti

Una decina i casi di anziani ospiti morti dopo aver manifestato i sintomi del coronavirus, i posti letto in totale sono 120. Mulas: "Attendiamo esiti da Ats"

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Con i suoi centoventi posti letto la residenza “Ai Pini” di Besano è una tra le strutture per anziani più importanti dell’intera Valceresio. Anche qui l’emergenza coronavirus ha generato preoccupazione dopo gli avvenimenti degli ultimi giorni, quando il personale della casa di riposo ha segnalato una serie di decessi in rapida sequenza a seguito della comparsa tra gli ospiti di sintomi chiaramente riconducibili al Covid-19.

Una decina i casi, avvenuti come detto in tempi ristretti, ad inizio settimana, senza la possibilità di eseguire dei tamponi, ai quali sono invece stati sottoposti i dipendenti della residenza, tra le cui mura, in poche ore, è stato raggiunto il picco massimo di morti legate probabilmente alla diffusione del coronavirus, che in tanti contesti di rsa, lombarde ma non solo, miete vittime ad un ritmo drammaticamente sostenuto, insidiandosi tra le vie aeree di soggetti tra i più vulnerabili – per età o condizioni di salute – nell’ambito della pandemia.

In paese la situazione della residenza ha suscitato una comprensibile agitazione, per due ragioni. Da una parte Besano era fino a pochi giorni fa tra i paesi dell’alto Varesotto con il minor numero di contagi riconosciuti, uno soltanto, ufficializzato lo scorso 21 marzo; dall’altra c’è la paura, percepita da tante famiglie del territorio, che si tratti di un potenziale nuovo focolaio, considerando che la maggior parte dei dipendenti della casa di riposo proviene dalla Valceresio e da paesi come Porto, Cuasso al Monte e ovviamente Besano.

L’attenzione del Comune rispetto al caso è alta – afferma il sindaco di Besano Leslie Mulas – siamo in contatto costante con la struttura per essere sicuri che alle persone al loro interno non manchi alcun tipo di supporto, a cominciare dalla dotazione di dispositivi di protezione individuale. Come amministrazione ci siamo interessati anche alla questione dei tamponi – sottolinea il primo cittadino – sentendo Ats da cui ora attendiamo la comunicazione dei risultati“.

Nel frattempo sono migliorate le condizioni del besanese ricoverato in ospedale dopo la conferma di positività al Covid-19. Attende di essere dimesso, per affrontare la fase di guarigione in quarantena presso il domicilio.

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