Luino | 27 Marzo 2020

Luino, “Ho perso il lavoro: anche la burocrazia diventa un’emergenza”

Lettera di un giovane cittadino che racconta alla nostra redazione di alcune difficoltà sorte a seguito del licenziamento: "Tempistiche da presa in giro, non capisco"

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Perché non si riesce a dare agevolazioni economiche ai cittadini? A chiederselo è un giovane luinese di ventitré anni che ha da poco perso il lavoro.

Succede anche questo nelle difficili settimane di emergenza coronavirus, e i tanti nodi da sciogliere per chi si trova di punto in bianco senza occupazione, nel bel mezzo di una pandemia, sono un’emergenza allo stesso modo.

Date le difficoltà, i sacrifici, le rinunce che chiunque quotidianamente in una situazione che non ha precedenti per il nostro Paese, la burocrazia non può diventare un ulteriore ostacolo con cui fare i conti.

E’ questo il senso del breve messaggio che il giovane lettore ha inoltrato alla nostra redazione, nelle ore in cui le normali procedure della vita politica, sotto il profilo legislativo, risultano stravolte e scavalcate dalle modalità operative attuate per gestire il contagio: le stesse che tengono bloccate, al momento, le misure economiche contenute nel fondamentale decreto “Cura Italia”, con i primi 25 miliardi che il Governo stanzierà a sostegno di famiglie, imprese e cittadini, e sul quale il Parlamento, per giorni obbligato allo stop, attende di poter intervenire.

Sono stato licenziato il 16 marzo – racconta l’autore del messaggio – e ad oggi non possono nemmeno mettermi in disoccupazione a causa delle tempistiche burocratiche di Italia e Svizzera, che considero davvero una presa in giro. Liquidato e licenziato – sottolinea il ragazzo – ma intelligentemente la ‘missione lavorativa’, associata alla mia posizione, finirà il 24 marzo. Dettaglio che ancora non riesco a decifrare”.

“Giustamente devo poter sbrigare dei documenti presso un sindacato svizzero, per poter poi consegnare il tutto ad un patronato italiano – prosegue il 23enne -. La previsione è che non mi basterà il mese di marzo. In sostanza – conclude – temo che non riuscirò a far prevalere il mio diritto di disoccupazione, perché quando arriverà la prima rata, probabilmente, sarà già ritornato a fare lo schiavo di qualcun altro”.

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