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Canton Ticino | 24 Marzo 2020

Ticino all’insegna della sicurezza anche nel 2019: tutti i dati

Leggero aumento dei reati, ma valori lontani da situazioni di allarme. Meno rapine e più casi risolti: si guarda al futuro con la Polizia cantonale protagonista

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Il 2019 a livello di sicurezza in Ticino non ha fatto segnare particolari variazioni in relazione agli ultimi anni. Se da un lato vi è un leggero aumento dei reati, dall’altro l’incremento è ben lontano dalla situazione in cui il Cantone versava un decennio fa. Gli sforzi e i mezzi messi in campo hanno prodotto i loro frutti favorendo il contrasto dei fenomeni criminali.

La Polizia cantonale lo scorso anno ha registrato 19.877 reati (esclusi quelli alla Legge federale sulla circolazione stradale), ossia un aumento del 4.9% rispetto al 2018.

Più in dettaglio la variazione rilevata è stata del +4.4% per il Codice Penale (CP), del +6.1% per la Legge sugli stupefacenti e del -1.1% per la Legge sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI).

Malgrado questo contenuto incremento, le cifre si situano su valori anche di molto inferiori ai momenti di maggior allarme avuti nell’ultimo decennio, come ad esempio nel 2012: Rispetto a tale anno i furti con scasso sono scesi del 55%, le rapine del 62%, i reati alla LStrI del 58%. Con poche differenze, questo trend interessa tutti i distretti cantonali. La frazione dei casi chiariti, relativamente a tutto il CP, si è attestata al 45.8%, ma è anche maggiore per i casi più gravi come gli omicidi (100%) e le rapine (61.8%).

A livello di interventistica nel 2019 la Centrale Comune d’Allarme (CECAL) ha registrato un aumento delle chiamate. Sono state infatti circa 258mila rispetto alle 256mila del 2018. Lo scorso anno gli interventi relativi ad incidenti stradali, in collaborazione con le polizie comunali, sono stati 3.714 (-1% rispetto al 2018). Gli arresti effettuati sono stati 855, due in meno rispetto al 2018.

Alcuni fatti di cronaca del 2019 hanno portato l’autorità politica e la società civile a interrogarsi sulle soluzioni da implementare per contrastare fenomeni non più abituali – afferma Norman Gobbi, Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni -. Per impedire a bande che giungono in Ticino di effettuare furti in serie o di assalire portavalori e bancomat, occorre primariamente mettere in campo la professionalità di gendarmi e inquirenti che contraddistingue la Polizia cantonale. Caratteristica questa che negli anni ha permesso di assicurare alla giustizia numerosi rapinatori e ladri tanto da raggiungere tassi di risoluzione dei reati al di sopra della media Svizzera”.

Quale Cantone di confine, per il Ticino diviene fondamentale anche l’incremento della già buona collaborazione con le forze dell’ordine italiane, migliorando e intensificando lo scambio di informazioni. Negli scorsi mesi, per rafforzare ulteriormente la cooperazione in materia di sicurezza del territorio, sono state organizzate le prime pattuglie miste.

“Il binomio ‘Efficacia ed Efficienza‘ caratterizzerà i prossimi anni della Polizia cantonale a livello organizzativo e operativo – sottolinea il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi -. Nell’ambito della nuova ‘Visione 2025’ si intende infatti incrementare la capacità di analizzare la situazione per anticipare i fenomeni criminali, garantendo in questo modo una celere reazione alle diverse sfide future. In questo settore ai collaboratori dovrà essere garantita una formazione al passo coi tempi per facilitare le loro attività e per coinvolgerli maggiormente nel raggiungimento degli obiettivi prefissati nel contrasto dei fenomeni criminali”.

Il primo passo significativo, in questa direzione, è lo sviluppo di centri di competenza, per favorire un potenziamento della digitalizzazione e un aumento, ad esso collegato, degli specialisti. Presidio del territorio e attività d’inchiesta rimarranno comunque centrali, a partire dal ruolo ricoperto in entrambi i campi dalla Polizia cantonale, confermata in una posizione di “leader territoriale” anche per quanto concerne le dinamiche di coordinamento con gli altri Cantoni.

“Coordinamento” e “collaborazione”, infatti, restano parole chiave anche nella gestione delle situazioni con i partner federali: Ministero pubblico della Confederazione e Fedpol.

“Questo poiché il futuro sarà sempre più improntato al contrasto della media e grande criminalità, nonché ai tentativi d’infiltrazione della criminalità organizzata – afferma in conclusione Norman Gobbi -. Casistiche che ci porranno di fronte a problematiche impegnative da risolvere e che vedranno i servizi maggiormente interconnessi a livello nazionale e internazionale. In particolare per quanto riguarda i reati economici sempre più complessi e i reati informatici, sempre più sofisticati”.

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