Canton Ticino | 24 Marzo 2020

Reati contro il patrimonio in Ticino, nel 2019 stabili i furti con scasso nelle abitazioni

La Polizia Cantonale ha diffuso i dati sulle attività investigative della Sezione Reati contro il patrimonio (RCP) dello scorso anno

Tempo medio di lettura: 4 minuti

Arriva dalla Polizia del Canton Ticino il riassunto relativo all’attività 2019 della Sezione Reati contro il patrimonio (RCP).

I furti con scasso in abitazioni permangono stabili in Ticino. Nel 2019 infatti se ne sono contati 693 (678 nel 2018), di cui il 32% solo tentato. In diminuzione per contro i furti nei veicoli (374, -10%) e quelli di veicolo (662, -15%) per effetto del netto calo dei furti di velocipedi (442, -26%). Sul fronte dei furti con scasso in generale, questi ultimi sono passati dai 1.159 del 2018 ai 1.242 del 2019 (+7%). Simile incremento pure per i furti senza scasso (2’273, +8%).

Le inchieste e i numerosi fermi hanno portato a sensibili, per quanto temporanee, riduzioni delle incidenze dei fenomeni. Ad esempio a inizio 2019, con l’arresto e/o l’identificazione di 7 persone sono stati chiariti oltre 60 furti in magazzini e abitazioni secondarie. In particolare sono stati sottratti attrezzi da giardinaggio. La stima della refurtiva e dei danneggiamenti è di 220mila franchi.

I furti nelle abitazioni sono il fulcro dell’attività di contrasto vista l’assoluta importanza che riveste l’inviolabilità del domicilio privato. Tra le numerose inchieste si segnala quella relativa a una banda composta di cittadini cileni ed ecuadoregni, che aveva quale base la periferia di Milano. Banda con all’attivo oltre 30 colpi, effettuati negli ultimi mesi dell’anno. La refurtiva (gioielli e denaro) e i danneggiamenti sono stati stimati in 620mila franchi.

Sono stati invece oltre 40 i furti con scasso in abitazioni del Malcantone commessi da un gruppo di cittadini albanesi nel corso dell’estate. In questo caso la refurtiva e i danneggiamenti ammontano a 140mila franchi. La relativa inchiesta ha dapprima permesso di identificare i malviventi e successivamente di localizzarli per poi permetterne il fermo in Ungheria e in Italia.

Il fenomeno dei pickpocketing (borseggi) permane di stretta attualità. Ad agire sono cittadini dell’Est che attraversano in auto la Svizzera colpendo nei centri commerciali. Il modus operandi dei borseggi è metodico e ben organizzato e dopo i furti effettuano continui prelievi di denaro contante con le tessere e le carte di credito rubate. A un singolo autore sono stati imputati 34 casi a livello svizzero per una refurtiva di oltre 37mila franchi.

I colpi ai bancomat dello scorso anno, fenomeno che ha toccato il Ticino già nel 2018, hanno suscitato preoccupazione nella popolazione. Gli stessi sono stati effettuati applicando diverse modalità: mediante l’asportazione completa della cassaforte, lo scasso sul posto con attrezzi vari (smerigliatrici), o l’impiego di esplosivo solido o gassoso. Nel nostro Cantone si sono contati 7 casi di cui 4 con esplosivo (a Novaggio, Monteggio, Stabio e Comano) e 3 con attrezzi di vario tipo (uno a Taverne e due a Sant’Antonino). Ad agire sono più bande distinte. Una in particolare, che ha tentato di colpire in due occasioni il bancomat di un centro commerciale di Sant’Antonino, è stata sgominata nel corso della primavera/estate con il fermo di uno degli autori. La successiva inchiesta ha condotto all’identificazione dei complici, tra i quali una persona residente in Ticino.

Le inchieste relative al traffico illegale di veicoli toccano vari fronti. I malviventi ad esempio, attraverso utenze telefoniche, società e identità di comodo, si sono interessati al settore del noleggio di mezzi da cantiere di ingente valore. Il proprietario del veicolo noleggiato era convito che si trovasse regolarmente in Ticino invece era stato esportato illegalmente in Italia e rivenduto. In un secondo caso, sempre attraverso identità e società fittizie, sono stati stipulati contratti di leasing per veicoli di alta gamma che venivano immediatamente esportati e, contemporaneamente, cessavano i pagamenti delle rate. È stato possibile collegare tra loro diversi casi e risalire a 25 veicoli, mentre gli autori finora identificati sono 3, tutti con precedenti specifici.

Sul fronte delle truffe di prossimità/furti con astuzia sono attive vere e proprie organizzazioni criminali che hanno quali obiettivi le fasce più deboli della società, in particolare persone anziane o portatrici di handicap. Grazie alle molteplici campagne di prevenzione, a fronte di 32 denunce di tentate truffe del “falso nipote”, solo in un’occasione la vittima ha consegnato del denaro per un ammontare di 15mila franchi. La collaborazione di una potenziale vittima ha invece permesso l’arresto di una donna poco prima della consegna di 80mila franchi. Ancora più insidiosa la modalità di truffa detta del “falso poliziotto”. In questi casi gli autori si spacciano per agenti di polizia e invitano a prelevare, versare o trasmettere denaro per risolvere falsi contenziosi. Lo scorso anno sono stati segnalati alcuni tentativi, con purtroppo due truffe andate a segno.

Nel corso del 2019 vi sono stati alcuni episodi di rip-deal. Se fino a poco tempo fa gli autori accettavano per incontri da tenersi in Svizzera, ora insistono affinché le vittime raggiungano Como o Milano con l’obiettivo di evitare di essere fermati dalle forze dell’ordine svizzere, come già avvenuto più volte. Sono stati 4 gli episodi denunciati, per complessivi 240mila franchi di refurtiva. L’inchiesta ha portato all’identificazione e/o all’arresto di 7 persone.

Il fenomeno skimming permane stabile. Diversi fermi hanno riguardato persone che, per mezzo di carte di credito clonate, hanno acquistato merce in diversi centri commerciali o hanno effettuato prelevamenti di denaro in Ticino. Si segnala pure l’estradizione degli ultimi componenti di una banda di cittadini bulgari, autori di una serie di skimming in Svizzera e in altri Paesi, identificati negli scorsi anni. Sono stati rintracciati e fermati a Curaçao nelle Antille Olandesi grazie al mandato di arresto internazionale spiccato dal Ministero pubblico ticinese.

Le inchieste relative al traffico di opere d’arte infine toccano beni culturali autentici, spesso trafugati, e oggetti falsi. In un caso, all’acquirente di un quadro di ingente valore autenticato in Ticino da professionisti del settore, è stata consegnata un’opera falsa a pagamento avvenuto.

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127