Canton Ticino | 13 Marzo 2020

Coronavirus, Alfieri: “Svizzeri sono in ritardo, non ci diano lezioni”

Il senatore Pd: "Tutti i lavoratori potranno ogni giorno rientrare dalle loro famiglie presso la proprie abitazioni in Italia: nessuna forzatura è più accettabile"

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Apprendiamo che la Confederazione Elvetica ha finalmente introdotto misure più restrittive per contrastare il contagio da Covid-19. Si raggiungono così, anche se in ritardo, standard più vicini a quelli introdotti da tempo in Italia”. Inizia così la nota inviata dal senatore e capogruppo PD in commissione esteri al Senato, Alessandro Alfieri, a seguito delle misure più restrittive emesse dal Canton Ticino questa mattina.

Per questo la lezione al nostro Paese – commenta ancora Alfieri -, ascoltata durante la presentazione delle misure, risulta quanto mai fuori luogo. Come l’inserimento della sola Italia fra i paesi a rischio, con tutti i paesi confinanti con la Svizzera che sono in piena emergenza. Lo riteniamo uno sbaglio enorme“.

“Le autorità elvetiche hanno inoltre confermato che tutti i lavoratori frontalieri potranno varcare il confine per recarsi al lavoro. A questo punto – continua Alfieri – ci aspettiamo una forte presa di posizione delle autorità ticinesi contro i tentativi di ‘pernottamento forzato’ offerti dai datori di lavoro svizzeri ai frontalieri”.

Adesso è chiaro che tutti i lavoratori potranno ogni giorno rientrare dalle loro famiglie presso la proprie abitazioni in Italia: nessuna forzatura è più accettabile”, conclude il senatore Pd Alessandro Alfieri, a tutela dei frontalieri italiani che stanno vivendo in prima linea l’emergenza Coronavirus a cavallo tra Italia e Ticino.

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