In queste ore di angoscia generale, a causa dell’emergenza Coronavirus e del decreto “Io resto a casa”, annunciato ieri sera dal premier Giuseppe Conte durante una conferenza stampa, ci sono piccoli bagliori di speranza che arrivano da tutta Italia, compreso l’alto Varesotto.
Ed è proprio questo il caso di una nascita a dir poco emozionante, vale a dire quella di Riccardo che domenica 23 febbraio, il primo giorno di emergenza Coronavirus, è nato tra le braccia di mamma Silvia e papà Federico che lo aspettavano con trepidazione a Cittiglio.
Così, mamma Silvia ha voluto esprimere i suoi più grandi ringraziamenti a tutti i medici e gli infermieri del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Cittiglio, definiti “angeli gialli”, che hanno circondato di attenzioni e affetto la sua famiglia.
Ecco la lettera.
Il 23 febbraio, proprio mentre io entravo in sala parto, venivano adottate le prime misure di contenimento del “Coronavirus” che stabilivano che per ogni ricoverato fosse presente un solo accompagnatore: e quindi, via i nonni dall’ospedale proprio “sul più bello”.
Così è nato Riccardo: mentre per i corridoi dell’ospedale iniziava a serpeggiare l’ansia da Coronavirus.
Ma io, Riccardo ed il suo papà, nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Cittiglio, non abbiamo risentito di questa paura o patito la mancanza di visite, perché circondati dalle attenzioni e dall’affetto di tutto il personale, composto, fra l’altro, per la maggior parte, da donne e madri, preoccupate, per la salute dei loro bambini e della gestione familiare con le scuole chiuse, ma che hanno saputo non anteporre le loro preoccupazioni al lavoro.
La situazione, in queste due settimane, è peggiorata, ma esiste un reparto, dove la vita è più forte di tutto e gli angeli sono vestiti di giallo.
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