A seguito della firma del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per contrastare la crescita dei contagi da Coronavirus, sono tante le informazioni che circolano sul territorio, nelle quali si ribadisce l’assoluto obbligo di seguire le norme imposte soprattutto in relazione ai circa 70mila frontalieri che, ogni giorno, varcano il confine per andare a lavorare in Svizzera.
Anzitutto, “Sia chiaro, non c’è blocco totale”: essere “zona rossa”, infatti, non significa stare in quarantena ed è possibile muoversi all’interno dei propri Comuni e nel territorio autorizzato (Regione Lombardia o province indicate), limitando però gli spostamenti per motivi lavorativi, sanitari o di emergenza.
Per quanto riguarda la situazione “frontalieri” sono importanti le indicazioni ai valichi su come gestire la situazione, sia per i lavoratori quanto per i datori di lavoro.
Lo stesso ministero degli Esteri, in una nota esplicativa pubblicata ieri, aveva annunciato che la circolazione di persone è consentita, a meno che non si tratti di casi di quarantena imposta; inoltre molte aziende si stanno attivando per fornire possibilità di telelavoro e smartworking. Per quanto riguarda i conducenti dei mezzi che trasportano merci, infine, possono entrare e uscire dal territorio limitando le attività a consegna o prelievo delle merci.
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