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Milano | 8 Marzo 2020

Coronavirus: il punto della situazione in Lombardia, in provincia di Varese 32 casi

Individuato diciotto ospedali hub per liberare posti da destinare ai casi di Covid-19 nelle altre strutture. Gallera: "Nei presidi accettazione continua h24"

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“Abbiamo individuato diciotto ospedali hub che si occuperanno dei grandi traumi, delle urgenze neurochirurgiche, neurologiche stroke e cardiovascolari. L’obiettivo è quello di creare maggiore disponibilità negli altri ospedali per pazienti affetti da Covid-19“.

Così l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha illustrato l’ultima delibera approvata dalla giunta straordinaria che si è riunita oggi, per lavorare su una delle principali criticità legate alla diffusione dell’epidemia: il numero di posti nelle strutture sanitarie per le persone positive ai tamponi e che necessitino trattamenti.

“Sugli ospedali hub – ha affermato Gallera – si concentra l’attività di erogazione delle prestazioni relative alle reti tempo dipendenti (ad esempio infarto o ictus, ndr) e alle patologie le cui cure non possono essere procrastinate. Questi presidi dovranno garantire l’accettazione continua nelle ventiquattro ore di tutti i pazienti che si presentano, potendo anche contare su più equipe disponibili, di cui almeno una in guardia attiva, con un percorso separato e indipendente per pazienti affetti da Covid-19 rispetto agli altri pazienti, e svolgere la propria attività attraverso la collaborazione di equipe provenienti da altri erogatori pubblici e privati”.

Per i casi di trauma maggiore, sono tre le strutture individuate come riferimento a livello regionale: il Grande Ospedale Metropolitano di Niguarda (Milano), Spedali Civili di Brescia e Ospedale di Varese. Per il trauma maggiore pediatrico è stato invece designato il CTS Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Per le urgenze neurochirurgiche, i centri hub identificati sono: Grande Ospedale Metropolitano di Niguarda, Spedali Civili di Brescia, Ospedale di Varese, IRCCS Besta di Milano. Le urgenze neurologiche stroke saranno gestite da un numero più ampio di centri: Ospedali Civili di Brescia, IRCCS Humanitas Milano, Ospedale Sant’Anna di Como, Ospedale di Varese, IRCCS San Matteo di Pavia, Ospedale Carlo Poma di Mantova (in collaborazione con equipe di Cremona), Ospedale di Legnano, San Gerardo di Monza, Grande Ospedale Metropolitano di Niguarda e Ospedale di Lecco.

Altri due elenchi di strutture sanitarie riguardano le urgenze cardiologiche interventistiche (Spedali Civili di Brescia, Poliambulanza di Brescia, Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Ospedale di Sondrio, Varese, Legnano, Lecco IRCCS San Matteo di Pavia, Carlo Poma di Mantova, San Gerardo di Monza, Monzino, Ospedale San Paolo, Ospedale San Raffaele), e le urgenze cardiochirurgiche e di chirurgia vascolare: IRCCS Monzino, Poliambulanza di Brescia, Ospedale di Legnano e Ospedale San Raffaele.

“Le attività ambulatoriali – ha sottolineato ancora Gallera – comprese quelle erogate in regime di libera professione intramuraria, sono sospese a decorrere dal 9 marzo (domani, ndr). L’attività ambulatoriale istituzionale, incluso il percorso di presa in carico dei pazienti con patologie croniche, potrà essere mantenuta qualora non vi sia necessità di risorse professionali per assistenza ai pazienti ricoverati sia per Covid-19 che per le altre patologie e anche con modalità alternative idonee a tutelare i pazienti più fragili. Viene comunque mantenuta l’attività per prestazioni non differibili (quali ad esempio chemioterapia, radioterapia, dialisi eccetera), prestazioni urgenti con priorità U o B, prestazioni dell’area salute mentale dell’età evolutiva e dell’età adulta, e i servizi sulle dipendenze”.

Un’ultima indicazione riguarda le vaccinazioni, le cui sedute, al fine di tutelare ulteriormente i bambini, riprenderanno da mercoledì 11 marzo, con la somministrazione di ciclo di base esavalente e pneumococco e rotavirus, con la prima MPRV (morbillo, parotite, rosolia e varicella) e con il Meningococco C, la seconda dose MPRV e dTP (difterite, tetano e pertosse/poliomelite).

Di seguito i dati aggiornati sulla diffusione del coronavirus.

i casi positivi sono 4.189 (ieri erano 3.420, l’altro ieri 2.612). I deceduti 267, ieri 154 e l’altro ieri, tutte persone anziane con un quadro clinico già compromesso. L’87% ha più di 75 anni, l’11% ne ha fra 65 e 74 e il 2% fra 50 e 64 anni. I dimessi e trasferiti al domicilio 550, ieri 524. In isolamento domiciliare 756, ieri 722. In terapia intensiva 399, ieri 359. I ricoverati non in terapia intensiva 2217, ieri erano 1.661. I tamponi effettuati 18.534 ieri erano 15.778.

I casi per provincia con l’aggiornamento rispetto agli ultimi tre giorni: Bergamo 997/761/623/537, Brescia  501/413/182/155, Como 27/23/11/11, Cremona 665/562/452/406, Lecco 53/35/11/8, Lodi 853/811/739/658, Monza e Brianza 59/61/20/19, Milano 406/361 (di cui 171 a Milano città), Mantova 56/46/32/26, Pavia 243/221/180/151, Sondrio 6/6/4/4 e Varese 32/27/23/17. Ancora in corso di verifica 291 situazioni. (Foto di copertina © Ansa)

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