Varese | 2 Marzo 2020

Varese, bene la pioggia ma torna il freddo: api e colture in pericolo

A rischio api e fiori, piante e alberi da frutto: nei prossimi giorni termometro sottozero nelle ore notturne, con escursioni termiche di 12 gradi

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Dopo settimane di assenza, “il ritorno della pioggia è positivo per i campi assetati del territorio, anche se il ritorno del freddo e le forti escursioni termiche dei prossimi giorni fanno temere per quelle colture che hanno anticipato la fase vegetativa, compresi gli alberi da frutto come pesche e susine”.

Lo sottolinea Coldiretti Varese, in relazione agli aggiornamenti meteo delle ultime ore, secondo cui si prevedono, per i prossimi giorni, escursioni termiche superiori anche ai 12 gradi in provincia, con il termometro che nelle ore notturne tornerà sottozero. Intanto, in alcune zone montane questa mattina è ricomparsa addirittura la neve.

La pioggia è attesa ovunque nelle campagne per combattere il rischio siccità e non lasciare l’Italia a secco in un 2020 segnato fino ad ora una flessione dell’80% precipitazioni e una temperatura superiore di 1,87 gradi la media storica secondo le elaborazioni su dati Ispra relativi allo scorso mese di gennaio” commenta la Coldiretti provinciale.

A preoccupare è quindi il brusco abbassamento delle temperature che rischia di compromettere le fioriture di piante e alberi da frutto, mentre la fase siccitosa ha avuto effetti negativi per i cereali autunno-vernini, con germinazioni stentate di frumento e triticale.
In pericolo anche le api, che sono state “ingannate” dalla finta primavera e hanno ripreso l’operatività sviluppando le nuove famiglie negli alveari del Varesotto con un anticipo di 15/20 giorni; ora il rischio e che ritorni di freddo possano far gelare i fiori e anche far morire parte delle api dopo una delle peggiori annate per la produzione di miele per la nostra provincia, con un 2019 che ha visto il sostanziale azzeramento del raccolto del miele di acacia. In pratica, ora il ritorno improvviso del freddo potrebbe bloccare lo sviluppo dell’alveare e far morire le “nuove leve”, bloccando così l’operatività interna dell’alveare stesso e la preparazione delle api per le nuove fioriture.

“Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che – rimarca il presidente della Coldiretti provinciale Fernando Fiori – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne”.

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