Lombardia | 2 Marzo 2020

Coronavirus, Lombardia: palestre e piscine chiuse, bar e ristoranti aperti con limiti

L'assessore regionale al Bilancio Davide Caparini: "Urgono interventi, lavoriamo con Governo e parti sociali". In provincia di Varese i contagiati sono quattro

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Durante la conferenza stampa di ieri, come di consueto, è stato fatto il punto sull’emergenza coronavirus in tutto la Regione Lombardia. “Alle 24 della scorsa notte – ha detto il vicepresidente Fabrizio Sala – è terminato quanto disposto nell’ordinanza siglata dal presidente della Regione Lombardia e dal ministro della Salute ed è entrato in vigore il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, condiviso a livello istituzionale e con il Comitato scientifico”.

“Cambia l’impostazione – ha specificato – perché nel testo che fissa le disposizioni per i prossimi sette giorni abbiamo una parte che sarà relativa a tutto il territorio nazionale oltre a una parte di misure relative a tre Regioni e due province; un’altra è riferita a quattro province oltre alla ‘zona rossa’ per la quale vengono riconfermate tutte quante le disposizioni già decise”.

“Per quanto riguarda la Regione Lombardia – ha proseguito – confermiamo che cinema e teatri rimangono chiusi. I musei, invece, vengono contingentati in entrata e si introduce un elemento per evitare assembramenti e distanziare di un metro le persone una dall’altra. Confermata la sospensione di tutte le lezioni nelle scuole di ogni ordine e grado. I plessi – ha sottolineato il vicepresidente Sala – potranno essere aperti e sanificati, si potranno attivare le lezioni e-learning in modo da mantenere attiva la didattica, sono sospesi tutti i concorsi tranne quelli sanitari. A pub, bar e ristoranti è consentito l’accesso con limitazione di posti a sedere e distanziamento di almeno 1 metro uno dall’altro“, ha ribadito Fabrizio Sala.

“Una misura – ha evidenziato – riguarda in particolare le quattro province di Bergamo, Lodi, Cremona e Piacenza. Nel weekend prossimo, sabato e domenica, le medie e grandi strutture di vendita, i negozi presenti nei centri commerciali e i mercati saranno chiusi ad eccezione delle farmacie, parafarmacie e punti vendite alimentari. Questo provvedimento era già presente nella nostra Ordinanza. Ribadiamo che sul nostro territorio resteranno chiuse tutte le palestre, centri sportivi, piscine, centri benessere, centri sportivi e termali, eccetto le prestazioni dei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza). Ci dobbiamo abituare a una vita un po’ diversa rispetto a quella che facevamo anche solo un mese fa – ha detto ancora il vicepresidente Sala – con l’obiettivo di assumere comportamenti che ci permettono di rallentare la diffusione del virus”.

L’assessore al Bilancio, Finanza e Semplificazione Davide Caparini ha focalizzato l’attenzione sull’impegno della Giunta per l’approvvigionamento dei presidi sanitari necessari a fronteggiare l’emergenza. “Dialoghiamo con il Governo e le parti sociali – ha rimarcato – per individuare i primi interventi anche fuori dalla ‘zona rossa’. Difficile quantificare i danni di questa crisi, considerando che il nostro Paese si trovava già in una situazione critica. Nell’economia nazionale Milano pesa per il 10,2% del Pil, la Lombardia per il 22,3%. Ci rendiamo conto quanto sarà difficile reperire le risorse necessarie: stiamo lavorando con il Governo e con le parti sociali. Garantiamo ai cittadini lombardi tuto il nostro impegno per offrire risposte rapide ed efficaci in un momento difficilissimo, non prevedibile e di assoluta straordinarietà”.

E’ stata istituita in Regione Lombardia – ha proseguito Caparini – una task force economica permanente con gli assessori Mattinzoli e Rizzoli e coordinata dal vicepresidente Sala. Stiamo raccogliendo le istanze e i suggerimenti dei rappresentanti delle categorie produttive perché mercoledì incontreremo il premier con il ministro dello Sviluppo economico per definire gli interventi urgentissimi da attuare”.

Il punto della situazione della Lombardia ieri lo ha fatto l’assessore Gallera: sono 984 i casi positivi su un totale di 6.879 tamponi effettuati; i ricoverati non in terapia intensiva sono 406, quelli in terapia intensiva 106; in isolamento domiciliare ci sono 375 persone, mentre i dimessi e trasferiti al domicilio sono 73. I decessi di persone con un quadro medico già compromesso sono 31.

Ecco di dati: BG 209, BS 49, CO 2, CR 214, LC 2, LO 344, MB 6, MI 46 8di cui 18 a Milano città), MN 4, PV 78, SO 3, VA 4. In verifica 23.

“Ad aprile – ha continuato Gallera – era prevista la laurea di più di 100 infermieri. Abbiamo chiesto a Remo Morzenti, presidente di tutti i rettori d’Italia, di anticipare questo momento in modo da immetterli subito nel sistema sanitario. E’ molto significativo che l’Organizzazione mondiale della Sanità da ieri a Milano, ha espresso giudizi positivi e lusinghieri per il modello che abbiamo adottato e che vorrebbe prendere ad esempio anche per altri Paesi”.

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