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Lombardia | 26 Febbraio 2020

Coronavirus, primi contagi tra i minori: quattro casi in Lombardia

Lo comunica l'assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera: si tratta di una bambina di quattro anni, due bambini di dieci anni e un ragazzo di quindici

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Aggiornamento ore 11:

Il virus colpisce per la prima volta quattro minorenni in Lombardia. Due di loro sono già ricoverati presso altrettante strutture sanitarie del territorio regionale, il San Matteo di Pavia e l’ospedale di Seriate (in provincia di Bergamo).

“L’assessore al Welfare Giulio Gallera – si legge sul sito di Ansa – ha spiegato che si tratta di una bambina di quattro anni, ora ricoverata all’ospedale San Matteo, due bambini di dieci anni e un ragazzo di 15“.

Salgono a 240 le persone contagiate dal Coronavirus in Lombardia. Tra loro, purtroppo, si registrano tre nuovi decessi: un 83 enne di Codogno (LO), un 84enne di Nembro (BG) e 91enne di San Fiorano (LO), tutti soggetti già in condizioni cliniche precarie. In totale il numero delle vittime in Italia è salito a 11.

Questi i dati presentati nell’ultima conferenza stampa di ieri dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e dagli assessori Giulio Gallera (Welfare), Pietro Foroni (protezione civile) e Davide Caparini (Bilancio). In merito ai tre decessi l’assessore Gallera ha precisato ancora una volta che “innanzitutto è da verificare che esiste un nesso fra la morte e la positività al Coronavirus” e “che comunque ancora una volta stiamo parlando di persone anziane con seri problemi di salute preesitenti”.

Il presidente Fontana ha voluto rivolgere “un caloroso ringraziamento a tutte le persone, in particolari gli operatori della sanità che, giorno e notte, lavorano con assoluta professionalità impagabile impegno per affrontare questa emergenza”. “A loro – ha aggiunto il governatore – va l’applauso di tutti i lombardi e più in generale degli italiani”. Inoltre il presidente Fontana ha desiderato esprimere una “particolare vicinanza alle persone costrette a vivere nella ‘zona rossa’ del lodigiano. Un sentimento che è lo stesso che mi ha chiesto di trasmettere loro, oggi ha più riprese, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in diverse telefonate intercorse durante la giornata”.

Rispondendo a chi gli chiedeva notizie circa l’ospedale di Codogno, l’assessore Gallera ha risposto che “sono stati sottoposti ‘a tampone’ tutti i medici del presidio, i medici di medicina generale e i pediatri della zona rossa“. Gallera ha anche aggiunto che nessun reparto degli ospedali lombardi sta chiudendo e che quindi non c’è nessun tipo di interruzione dell’attività sanitaria. Inoltre, l’assessore ha annunciato che a breve potranno processare i tamponi anche il Policlinico di Milano, l’ospedale Niguarda, e quelli di Monza, Bergamo e Brescia. Gallera ha anche sottolineato l’importanza di non interrompere le donazioni volontarie di sangue, ancora più importanti in un momento come questo.

L’assessore Foroni ha poi “fatto il punto” su come si sta muovendo la Protezione civile. “Il riscontro da parte della protezione civile relativamente ai 10 comuni della zona rossa – ha detto – è di grande tranquillità. Si lavora senza sosta. L’assessore ha spiegato che “È stato costituito un centro coordinamento soccorsi presso la Prefettura di Lodi, mentre presso il comune di Codogno è stato allestito un centro operativo misto e dei centri operativi comunali presso ogni Comune interessato.
Sono in campo circa 100 volontari della nostra Sala operativa – ha detto – per far fronte alle emergenze e per aiutare le persone isolate e soprattutto gli anziani. Sono anche stati allestiti 40 posti letto per i medici che hanno una turnazione particolare presso l’ospedale Lodi”.

Inoltre per smistare ed accogliere le persone sono stati individuati quattro punti di triage negli ospedali di Bergamo, Brescia, Crema e Casalmaggiore.

Ad oggi il numero unico regionale 800894545 sta ricevendo una media di circa 300.000 chiamate al giorno. Per questo motivo sono già operativi 21 volontari della Protezione civile e altri ancora stanno terminando la formazione. “Sono stati identificati 59 posti in una struttura militare nella zona di Baggio – ha aggiunto Foroni – e 50 nell’ex ospedale di Baggio, oltre a una
quarantina a San Damiano (PC).

(Foto di copertina dal sito Ansa.it)

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