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Varese | 25 Febbraio 2020

Varese, Biumo pronta a rinascere con il campus dell’Università dell’Insubria

Un campus diffuso è il grande progetto da dieci milioni di euro di Comune e Università, per la rigenerazione urbana del quartiere

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Dieci milioni per rigenerare il quartiere di Biumo e realizzare il primo studentato universitario a due passi dal centro di Varese. L’obiettivo è duplice: realizzare una vera cittadella per gli studenti dell’Insubria e allo stesso tempo riqualificare un quartiere che da troppi anni attende di tornare ad un meritato splendore.

Tutto questo è contenuto in un protocollo di intesa che sigla una innovativa sinergia tra Comune di Varese e Università degli Studi dell’Insubria. I due enti hanno deciso infatti di partecipare, con un progetto da 10 milioni di euro, a un bando regionale con risorse del Cipe, dedicato al finanziamento di riqualificazioni dell’edilizia pubblica, residenziale e sociale. In sostanza il progetto prevede la riqualificazione di edifici oggi sottoutilizzati e in parte abbandonati che una volta rigenerati ospiteranno fino a 64 nuove stanze dedicate agli studenti fuori sede. Ma anche servizi, funzioni sociali, sport, mobilità, aule studio e nuovi centri di culturali.

“Questo è un giorno importante per l’Insubria e per Varese – ha spiegato questa mattina in conferenza stampa il rettore dell’Università degli Studi dell’Insubria Angelo Tagliabue – perché questo protocollo d’intesa e l’attuazione dello studentato diffuso guarda al futuro: a una città sempre più a misura di studente e a una università capace di vivere il territorio che la ospita, di contaminarsi, di generare vivacità”.

In conferenza erano presenti per l’Università degli Studi dell’Insubria anche il direttore generale Marco Cavallotti, il professor Andrea Moriondo, delegato per l’accoglienza di studenti, dottorandi e ricercatori e Federico Raos, dirigente dell’area didattica e ricerca. Per il Comune hanno partecipato il sindaco Davide Galimberti e gli assessori Cristina Buzzetti, Andrea Civati, Francesca Strazzi, Rossella Dimaggio e Ivana Perusin.

Via Walder, via Cairoli, vicoli Frontini con il suo edificio di interesse storico, via Frasconi e via Nicolini, sono queste alcune delle vie in cui sono presenti gli edifici da riqualificare che sono stati inseriti nel progetto. In molti casi sottoutilizzati con diverse camere vuote e da rigenerare. Il piano prevede uno studentato diffuso nel quartiere storico di Biumo Inferiore: un primo edificio sarà collocato in una corte storica ma da tempo inutilizzata che ospiterà 12 camere per 16 posti letto totali. L’altro edificio di 48 posti letto sarà invece in via Cairoli mediante la riconversione degli spazi che oggi ospitano l’assessorato ai Servizi Educativi.

“Il progetto di rigenerazione urbana coinvolgerà l’intero quartiere – ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Civati – trasformandolo in un luogo pieno di giovani, in grado di soddisfare la grande fame di abitazioni degli studenti fuori sede e che allo stesso tempo darà una seconda vita all’intero rione. L’idea è quella di inserire un buon numero di popolazione giovane e dinamica di in un contesto che oggi presenta molte necessità di rinnovamento e anche alcune fragilità sociali. Inoltre vi sarà una forte connessione con altri interventi che stiamo già realizzando come quello delle Stazioni, il comparto dell’ex Enel e la riqualificazione dell’area ex Fidanza in via Carcano”.

Non solo studentato però perchè delle risorse messe in campo oltre 200 mila euro verranno dedicate anche ad interventi di manutenzione del quartiere come ad esempio la riqualificazione dei marciapiedi e delle strade, la sistemazione del vicino parco di via Arconati e la realizzazione di nuove strutture pubbliche per lo sport all’aria aperta.

Soddisfatta anche l’assessore alle Risorse Cristina Buzzetti per la condivisione degli obiettivi raggiunta tra università e Comune: “Questo è progetto a cui abbiamo iniziato a lavorare anni fa attraverso uno studio sugli stabili e come riconvertirli. Da questo abbiamo elaborato una serie di proposte da cui è nata questa sinergia con università cittadina e i giovani. Abbiamo così realizzato un piano impegnativo per le risorse che metteremo in campo ma che è destinato a cambiare il volto di una parte importante della città come il quartiere di Biumo”. In linea anche l’assessore ai Giovani Francesca Strazzi che ha elogiato la grande collaborazione con l’Università che consentirà di arrivare alla realizzazione si uno stundentato che si integri con il tessuto della città. “Anche in prospettiva futura – ha ribadito l’assessore – grazie a queste scelte infatti potremo favorire la possibilità di avere nuove generazioni che si stabilizzino a Varese anche una volta terminati gli studi”.

“Gli studenti che scelgono l’Università dell’Insubria provenendo da altre province e da altre regioni, a volte anche altre nazioni, sono sempre di più – ha detto Marco Cavallotti, direttore generale Università degli Studi dell’Insubria – il nostro impegno è quello di accoglierli in una grande casa dove possano sviluppare i loro talenti. Per fare questo abbiamo trovato un alleato nel Comune di Varese, che oggi prevede nuovi spazi per l’ateneo, e per gli studenti in modo particolare, confermando con convinzione di voler caratterizzare Varese come città universitaria. Una residenza universitaria è più che un alloggio per studenti fuori sede: è un luogo di aggregazione che genera vivacità. La collaborazione con il Comune di Varese permette alla nostra università di contaminarsi più a fondo con la città, a beneficio di entrambe”.

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