Milano | 25 Febbraio 2020

Coronavirus, il punto della situazione: 240 casi in Lombardia e il primo contagio in Ticino

Inizia la fase di osservazione per stabilire l'efficacia delle misure regionali. I tamponi processati sono quasi 1800. Via ad una "indagine ambientale" oltre confine

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Salgono i contagi in Lombardia (240 su un totale nazionale di 283) e l’intera Regione entra in una fase di stretta osservazione che, nell’arco dei prossimi quattro o cinque giorni, fornirà dati e impressioni circa l’efficacia dei provvedimenti presi.

Questa la tabella di marcia dettata dai virologi nella lotta al coronavirus, come riportato dal governatore Attilio Fontana durante l’incontro quotidiano con i giornalisti, programmato al termine della videoconferenza con gli altri presidenti di regione, con i ministri e con il presidente del consiglio Giuseppe Conte, raggiunto per ore, dalla tarda mattinata e poi ancora per il pomeriggio, dalle dure reazioni di alcuni dei principali esponenti della Lega in Lombardia e non solo, profondamente colpiti dalle dichiarazioni dello stesso premier risalenti alla serata di ieri.

Il riferimento è all’accusa, poi rettificata, di una presunta violazione dei protocolli presso l’ospedale di Codogno, nel Lodigiano (dove è tuttora ricoverato il “paziente uno” italiano), che avrebbe poi causato l’insorgere del primo focolaio, quello oggi circoscritto alla zona rossa della Bassa. La situazione, come detto, è stata chiarita dai diretti interessati (non senza un ulteriore momento di tensione proprio durante la conferenza pomeridiana), ma le parole del premier sono state da subito etichettate come irricevibili dal governatore Fontana, dall’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera (“dichiarazioni da parte di una persona ignorante”), dal capogruppo leghista alla Camera, Riccardo Molinari, e dal consigliere regionale Emanuele Monti, che ha ribattuto con una lettera aperta (“venga qui con noi a rimboccarsi le maniche”).

Tornando ai dati statistici, sono 1752 i tamponi processati (su tremila circa eseguiti), mentre sono in arrivo su tutto il territorio regionale gli approvvigionamenti di mascherine, letteralmente introvabili presso qualsiasi rivenditore dopo gli assalti agli scompartimenti degli ultimi giorni. Le regioni colpite da Covid-19 sono ora otto, più la provincia autonoma di Trento e Bolzano. Oltre alla Lombardia, la lista include Veneto, Emilia, Piemonte, Liguria, Lazio, Toscana, Sicilia. Rilevante anche la mole di lavoro che riguarda i centralini per la richiesta di informazioni sull’epidemia, con una media di circa 300mila telefonate al giorno.

Nel tardo pomeriggio di oggi, infine, è giunta la notizia del primo contagio in Canton Ticino, quello di un 70enne già in osservazione presso una struttura sanitaria della regione. L’informazione è stata diffusa intorno alle 16.30 dall’Ufficio federale della sanità insieme a pochi altri dettagli, tra cui uno, fondamentale: l’uomo avrebbe contratto il virus a Milano.

“Non si è mai mosso spontaneamente dopo aver accusato i primi sintomi – ha spiegato alla stampa svizzera il medico cantonale Giorgio Merlani – ha chiamato il medico curante, gli sono state prescritte le medicine per curare la febbre, ma poi le sue condizioni sono peggiorate e alla visita presso lo studio medico è seguito il trasferimento in ospedale, e il ricovero all’interno di una camera isolata“.

Dai contatti e dalle interazioni del paziente partirà ora un’accurata indagine ambientale, che sarà condotta sulla base di specifici parametri: gli incontri avvenuti nelle ultime quarantotto ore che hanno preceduto il ricovero, durati non meno di quindici minuti e svolti ad una distanza, tra la persona contagiata e l’interlocutore, non superiore ai due metri.

Il monitoraggio delle persone a rischio avrà una durata di quattordici giorni e non includerà, almeno inizialmente, la somministrazione del tampone. “Non sarebbe scientificamente sensato – ha affermato prima di congedarsi dall’incontro con i media il dottor Merlani – perché con una fase di incubazione in corso, potrebbe anche dare esito negativo”. Un monito certamente utile anche per la gestione dell’emergenza nel nostro Paese.

(Foto di copertina © Ansa)

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