Luino | 21 Febbraio 2020

Luino, anziani ancora sotto tiro: attenzione alle truffe telefoniche

Soldi per la cauzione del figlio, responsabile di un grave incidente: questa la richiesta fatta alla donna. La figlia avverte i cittadini su Facebook e denuncia

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Sono state ore di paura, disorientamento, e a tratti anche di disperazione, quelle vissute questa mattina da un’anziana signora di Luino, ostaggio di un tentativo di truffa – fortunatamente non andato a buon fine – che i familiari hanno poi denunciato ai carabinieri.

Tutto è partito da una telefonata – spiega la figlia della vittima – effettuata da persone che si sono presentate in qualità di avvocato e maresciallo, e che dicevano di chiamare direttamente dalla questura di Varese per avvisare mia madre dell’arresto di mio fratello, avvenuto a seguito dell’investimento di una donna. Mio fratello, secondo i due truffatori, si trovava già in carcere al momento della telefonata, che aveva quindi lo scopo di chiedere alla famiglia il versamento di 5300 euro come cauzione“.

Questa è solo la prima parte dell’incubo, poi proseguito attraverso una seconda chiamata dell’anziana madre, che ha tempestivamente composto il numero della figlia sull’apparecchio fisso presente nell’abitazione. “All’altro capo del telefono però non c’ero io – specifica proprio la figlia nella sua testimonianza – ma un’altra persona che, dopo aver preso controllo della linea collegata al mio numero, non si sa in che modo, ha ripreso la macabra recita affermando in lacrime di essere già in questura, e di avere inoltre rischiato il linciaggio per mano dei parenti della persona investita”.

Solo un lampo di lucidità ha permesso all’anziana donna, vera vittima di questa vicenda, di non cedere al diabolico piano architettato nei minimi dettagli e messo in pratica con accorgimenti mirati a rafforzarne la credibilità, nonostante l’errore in cui sono incappati gli autori della messinscena, in riferimento alla richiesta di soldi per la cauzione: istituto che in Italia esiste ma come forma di deposito per scongiurare il sequestro dei beni di un indagato o imputato, e quindi non per uscire dal carcere.

Tanti cittadini luinesi, tramite Facebook, hanno lasciato un commento in coda al post scritto dalla figlia della signora per raccontare l’episodio, mentre le condivisioni stanno consentendo alla storia, tramite il passaparola, di raggiungere decine di bacheche digitali sul social network.

Ed è nel gruppo di utenti che qualcuno avverte di un caso analogo avvenuto sempre in mattinata a Marchirolo, mentre altri parrebbero risalire allo scorso anno: sempre su territorio e sempre con persone di una certa età finite nel mirino di anonimi truffatori dopo aver alzato la cornetta.

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