Marchirolo | 7 Febbraio 2020

Marchirolo e la delibera #incomunesenzaodio, critiche dal consigliere Massimo Mastri

Il docente e consigliere di minoranza del Comune ha scelto di non partecipare alla votazione della delibera proposta a fine gennaio dal movimento delle Sardine

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Riceviamo e pubblichiamo la dichiarazione di Massimo Mastri, docente e consigliere comunale di minoranza del Comune di Marchirolo, in seguito alla notizia relativa all’approvazione della delibera #incomunesenzaodio” proposta dal movimento delle Sardine, avvenuta la scorsa settimana.

“Sono un consigliere di minoranza del comune di Marchirolo – esordisce Mastri -. Sul vostro articolo del 6 febbraio dal titolo: A Marchirolo approvata la delibera delle sardine contro l’intolleranza, si legge “una vittoria politica del movimento delle sardine in provincia di Varese”.

“Leggo inoltre anche se 4 consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza, hanno scelto di non partecipare alla votazione, non condividendo del tutto i contenuti proposti”, scrive ancora il consigliere Mastri.

Ecco le parole nell’intervento integrale in merito all’ordine del giorno da parte del consigliere Mastri.

Il sottoscritto consigliere ha votato a favore per l’inserimento dell’argomento quale integrazione all’ordine del Giorno, ha dichiarato che non intende partecipare alla votazione, anche se condivide i temi proposti, perchè ritiene una strumentalizzazione politica questa richiesta da parte di un movimento nato “contro” e non “per”, sono da sempre dalla parte della lotta nei confronti dell’odio, del razzismo e della xenofobia, antifascista, sostenitore e firmatario della iniziativa che vuole Israele nell’Unione Europea.

La famiglia di mio padre, da generazioni di fede evangelica protestante, ha subito, durante il periodo fascista, le limitazioni del regime che vietava di riunirsi nei propri luoghi di culto, che requisiva il materiale quale bibbie e libri religiosi per bruciarli. Erano vietate inoltre tutte quelle iniziative che non rientravano nella religione di stato”. Questa mia dichiarazione, è stata rilasciata in un consiglio comunale civile che riconosce il diritto, la libertà, di poter esprimere le proprie idee.

Rendo pubblica questa dichiarazione per un semplice motivo: il 5 febbraio un noto personaggio di Luino, consigliere comunale nella scorsa legislatura, mi comunica via WhatApp la sua delusione per la mia scelta di non votare la mozione, provo più volte a chiamarlo per esprimere il mio pensiero, mi risponde sempre per WhatsApp che “quello che dovevo dire l’ho scritto”.

A questo punto rispondo che non merita risposta e di cancellare il mio contatto. Come capita spesso a questo soggetto, parte puntuale l’offesa, vengo etichettato razzista e xenofobo per non avere votato la mozione, con tanto di “dovresti vergognarti”.

Questi sono coloro che si proclamano democratici, cristiani praticanti e rispettosi delle idee altrui. Una riflessione: le nostre comunità, le nostre amministrazioni, la nostra società civile ha veramente bisogno di queste persone?

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