Luino | 4 Febbraio 2020

Monsignor Comi di Luino, “Un grazie infinite per come avete curato mia mamma fino alla fine”

Il luinese Rolando Saccucci, a seguito della permanenza della madre presso la struttura luinese, desidera omaggiarne pubblicamente tutto il personale

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Arriva alla redazione la sentita lettera di ringraziamento di Rolando Saccucci, dedicata a tutto il personale della struttura della Fondazione Monsignor Comi.

L’anziana madre di Rolando è stata ricoverata alcuni mesi fa prima presso la “Casa Albergo” e in seguito la “Struttura Alzheimer” della casa di riposo luinese. La scelta iniziale sul luogo dove ricoverare la donna è stata difficile e inizialmente accompagnata da un senso di poca fiducia nella struttura su cui è ricaduta la scelta, appunto il Monsignor Comi.

La famiglia di Rolando, come racconta la lettera, ha potuto invece ricredersi, trovando un personale competente e disponibile che “lavora con impegno, dedizione e spesso con grande spirito di sacrificio“.

L’anziana donna è purtroppo venuta a mancare la scorsa settimana, e Rolando, rinnegando la sua opinione iniziale sulla struttura, vuole omaggiarne pubblicamente tutto il personale della struttura: “dal personale esterno addetto alle pulizie agli infaticabili, gentili e preparati operatori ASA e OSS, dalle infermiere costantemente disponibili ai medici sempre professionali, nonché al preparato personale amministrativo”.

Di seguito la lettera completa di Rolando Saccucci.

É proprio vero, fino a quando un evento non ci tocca personalmente non ci si rende conto di come esista un mondo anche al di fuori dell’ordinaria quotidianità e di come, sul nostro territorio spesso denigrato, esistano realtà e soprattutto persone straordinariamente positive operanti per il bene comune e sociale.

Mia madre novantenne, a seguito delle conseguenze soprattutto cognitive e funzionali causate dalla rottura di un femore, è stata forzatamente costretta a trasferirsi dal Piemonte per essere ricoverata presso una struttura per anziani. Prima di sceglierle quella più appropriata alla sua condizione, al suo passato e alla sua cultura ho visitato alcune delle più conosciute case di riposo della zona del luinese, alcune piacevolmente impattanti, ma la mia scelta – soprattutto per ragioni pratiche ed anche se con poca convinzione – è caduta sulla “Fondazione Monsignor G. Comi” di Luino. Forse ero prevenuto e, seppure perplesso, ho acconsentito che mia madre vi fosse ricoverata.

Inizialmente prese sistemazione nella “Casa Albergo”, ma dopo qualche giorno mi fu chiesta la disponibilità di trasferirla al primo piano della “Struttura Alzheimer” in quanto fisicamente e soprattutto cerebralmente, sempre meno autosufficiente. Mamma è deceduta lo scorso 28 gennaio, dopo circa quattro mesi di ricovero ed io vorrei, con forte senso di gratitudine, rinnegare la mia ritrosia iniziale circa la struttura del Comi e omaggiare pubblicamente tutte le persone e gli operatori che prestano servizio nella “Casa Albergo”, ma ancora di più coloro che lavorano con impegno, dedizione e spesso con grande spirito di sacrificio al primo piano della “Struttura Alzheimer”.

Nonostante il loro sia proprio un lavoro di cacca (consentitemi l’eufemismo del termine), suggerirei a chi legge di fare un’esperienza in queste strutture per ponderare quanto coraggio e forza d’animo servano per essere al servizio degli anziani più bisognosi ed essere ripagati con salari, secondo me, per nulla proporzionati al lavoro svolto.

In quattro mesi non ho mai, dico mai, rilevato sui volti delle operatrici ed operatori, espressioni di qualunquismo, di noia, di tristezza, o peggio ancora atteggiamenti di semplice routine. Ho invece sempre e solo visto completa disponibilità e gentilezza nei confronti di tutti gli ospiti.

Per non dimenticare qualcuna/o in quanto non rammento i nomi di parte degli operatori (ma ho bene in mente i loro volti) che hanno assistito mamma, il mio elogio e gratitudine vanno indistintamente a tutte e tutti: dalla discrezione del personale esterno addetto alle pulizie agli infaticabili, gentili e preparati operatori ASA e OSS, dalle infermiere costantemente disponibili ai medici sempre professionali, nonché al preparato personale amministrativo, perché sappiano che non dimenticherò mai la loro umanità, professionalità, competenza, vicinanza, attenzione, serenità, educazione, gentilezza e affetto, ma soprattutto quei cordiali e premurosi sorrisi di solidarietà donatimi in questi quattro mesi.

Grazie per avere gioito con me dei minuscoli quanto brevi e rari miglioramenti di mamma, ma soprattutto GRAZIE di cuore per avere lenito la mia sofferenza!

Un caro abbraccio e tutte/i voi del “primo piano” della struttura Alzheimer.

Rolando Saccucci

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