Castelveccana | 24 Gennaio 2020

Castelveccana: un altro blitz contro lo spaccio nei boschi, i carabinieri prendono due pusher

Militari dell'arma ancora in azione all'alba, con l'ausilio dell'elicottero, nella zona della cascata della Froda. Scovato un bivacco. I due hanno provato la fuga

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I carabinieri della Compagnia di Luino continuano a presidiare ed effettuare operazioni per colpire gli spacciatori che hanno fatto dei boschi dell’alto Varesotto i loro “punti vendita”, dove attraverso indicazioni precise, come due pennellate di vernice rossa su un guard rail a bordo strada, attendono i loro clienti. Come svelato dall’operazione “Maghreb” del febbraio scorso, si tratta di clienti di ogni genere, dal libero professionista all’operaio, oltre agli studenti, ma in alcuni casi anche persone insospettabili.

Una fitta rete che, grazie al lavoro di tutto le forze dell’ordine, sta cercando di debellare il fenomeno dello spaccio sul territorio, anche se non è un risultato facile da aggiungere, calcolando che il più delle volte, i pusher, o presunti tali, dopo il fermo in caserma, non possono essere arrestati e successivamente sottoposti a giudizio, per mancanza di prove o a causa di leggi che non permettono ulteriori misure coercitive.

Nonostante questo, però, il lavoro dei carabinieri luinesi non si ferma e questa mattina, venerdì 24 gennaio, dopo i tre fermi effettuati mercoledì nei boschi di Orino, in Valcuvia, hanno effettuato un altro blitz, in un altro punto già noto alle cronache per essere utilizzato dagli spacciatori, vale a dire quello della cascata della Froda di Castelveccana.

Una decina gli uomini che hanno partecipato all’operazione, dalle prime luci dell’alba, e che hanno permesso di scovare un bivacco di grandi dimensioni e hanno portato al fermo di due spacciatori, due uomini di cittadinanza marocchina, che dopo aver tentato la fuga tra le sterpaglie, a piedi nudi, sono stati bloccati dai militari dell’Arma. All’interno del bivacco, costruito con un telone di plastica e alcuni rami, è stata trovata una busta nella quale vi era una sostanza, che dopo le analisi non è risultata essere illegale.

Insieme a questa sono state rinvenute alcune batterie di auto, coperte, cellophane e vestiti, ma grazie ai sorvoli dall’alto da parte dell’elicottero di stanza a Orio al Serio, appartenente al Secondo Nucleo dei carabinieri del Comando di Bergamo, è stata scongiurata la presenza di ulteriori bivacchi nel territorio di Castelveccana.

L’ennesima operazione, però, dimostra ancora una volta la fitta rete tra spacciatori e acquirenti, con la domanda di sostanze stupefacenti che risponde appieno all’offerta dei “venditori”, per una piaga sociale che preoccupa sempre di più tutta la comunità dell’alto Varesotto. Le segnalazioni dei cittadini, per gli amministratori e le forze dell’ordine, rimangono fondamentali: in caso di sospetti e di movimenti ambigui, ancora una volta, vi invitiamo a contattare il 112.

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