Grazie alla legge di bilancio approvata nelle scorse ore alla Camera, i comuni del territorio posti al confine con la Svizzera vedono ora più vicino il superamento del blocco sui ristorni per i frontalieri, causato dalla complicata situazione debitoria di Campione d’Italia con diversi enti pubblici svizzeri.
Nel documento che stabilisce la destinazione dei fondi pubblici italiani, il provvedimento più importante dell’anno per quanto concerne la politica del nostro Paese, sono infatti contenute quelle garanzie che il Ticino attendeva per sbloccare la seconda tranche di pagamenti dopo quella estiva.
L’ammontare complessivo è di 84 milioni di franchi, soldi che provengono dalle imposte versate dai lavoratori frontalieri in Svizzera, restituiti ai comuni di residenza al confine per un importo che corrisponde al 38% del totale, e che risulta poi determinante – in particolare nella realizzazione delle opere pubbliche – per i bilanci delle nostre amministrazioni.
I fondi congelati che ancora mancano all’appello, come riporta oggi La Prealpina, corrispondono a quasi 4 milioni di franchi. L’importo dovuto “sarà versato una volta che gli enti in questione avranno ricevuto dalle autorità italiane competenti l’integralità della somma a loro dovuta”, si legge sul quotidiano locale, che riprende le parole pronunciate dal Consiglio di Stato svizzero in riferimento alla vicenda, nella quale sono inserite – per quanto concerne i debiti di Campione con la Confederazione elvetica – diverse fatture: “Spese per gli alunni campionesi che frequentano le scuole ticinesi, i servizi dei rifiuti e quelli delle acque reflue, mentre fra i creditori più esposti resta la Navigazione del lago di Lugano”.
Per i comuni dell’alto Varesotto, ricevuta la buona notizia, restano ora da definire le tempistiche per ufficializzare il saldo del debito e dunque il passaggio effettivo del denaro, dalla Svizzera ai municipi italiani.
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