Luino | 15 Dicembre 2019

Luino, il fascino di Lady Nanne Schrader conquista Palazzo Verbania

Il ritratto-capolavoro artistico di Giovanni Bodini ieri è stato ufficialmente presentato davanti ad una platea di un centinaio di persone, grande soddisfazione

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Sala affollata ieri mattina per l’accoglienza ufficiale a Palazzo Verbania di “Lady Nanne Schrader”, nata Wilburgm, raffigurata dal pittore ferrarese Giovanni Bodini nel 1903.

I tanti presenti hanno potuto ascoltare la direttrice artistica, la dottoressa Chiara Gatti, che coordina tutte le attività presenti a Palazzo Verbania, il sindaco Andrea Pellicini, che ha dato il benvenuto all’opera, aprendo la presentazione in sala conferenze. Successivamente hanno preso la parola il curatore, Federico Crimi, e il Gallery Manager/ PhD Art Historian di Bottegantica Stefano Bosi.

Una prima assoluta per Luino che, a qualche mese dall’inaugurazione del celebre edificio in riva al lago, ospita un’opera di primo livello nel panorama nazionale, regalando così alla comunità luinese, scuole comprese, la possibilità di conoscere più da vicino un artista molto noto nel XIX secolo.

Cercando di ricostruire accuratamente il panorama artistico in cui Giovanni Bodini ha vissuto, però, si può scoprire anche la società parigina di fine ‘800. Bodini, infatti, resta incredibilmente affascinato da questo clima effervescente e scintillante di fin de siècle: si reca nei migliori salotti della ville Lumière, frequentandoli con celebrità come Marcel Proust, che li descrive nella sua “Recherche” in pagine di grande letteratura francese.

A Parigi il pittore ferrarese intesse relazioni con celebri couturiers, scegliendo le creazioni più adatte alle signore e signorine raffigurate nei suoi ritratti con una particolare cura nel dipingere organza, taffetà e pizzi, il tutto impreziosito da gioielli scintillanti, lucenti come i suoi incarniti femminili. Lina Cavalieri ed Eleonora Duse, ad esempio, sono solo due tra le tante donne raffigurate, che frequentavano i salotti europei è la società artistica, culturale e borghese del tempo.

Giovanni Bodini viene ricordato dopo la sua morte da Vogue Francia e Vogue America come il pittore dell’eleganza, colui che era riuscito, avendo vissuto così profondamente il suo tempo, a trasferire nelle sue tele un modello di stile efficace intenso e particolare, quell’eleganza che avrebbe esercitato una forte influenza sulla moda di quel momento – era il 1931 – ma anche su quella degli anni a venire.

Questo lungo percorso attraversa tutto il ‘900 tanto da contaminare anche le ultime collezioni di haute, couture di stilisti importanti che per le loro ultime sfilate hanno dichiarato di essere stati ispirati dalle donne di Bodini.

All’interno dei locali di Palazzo Verbania, inoltre, si possono osservare anche alcuni gioielli della Belle Epoque, come il taffetà di seta (100 per cento) Taroni di Como, oppure anche un impalpabile tessuto dorato, grazie alla camiceria Oldani, che esalta la lucentezza di timide roselline in raso di seta da una collezione di Gianfranco Ferré, con il quale l’artista ferrarese aveva un bel rapporto.

L’opera resterà a disposizione dei visitatori fino al 15 gennaio. Qui per consultare gli orari di apertura di Palazzo Verbania.

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