Germignaga | 3 Dicembre 2019

Germignaga, la storia degli Huber e della Stehli torna in un nuovo libro

"Pecunia non olet" è il titolo del volume dato alle stampe da Renzo Fazio. Verrà presentato domani sera alle 20.45 presso l'ex Colonia. Una ricerca durata oltre 10 anni

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Domani sera alle 20.45, presso la Colonia Elioterapica di Germignaga, Renzo Fazio presenterà il suo nuovo libro “Pecunia non olet“, dedicato interamente alla storia della famiglia Huber, di cui avevamo fornito qualche anticipazione, alcune settimane fa, riprendendo un racconto pubblicato mediante la pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”.

Una dinastia di industriali, gli Huber, giunta dalla Svizzera a Germignaga nei primissimi anni dell’Ottocento, e finora ricordata quasi unicamente per il setificio costruito nel 1839 sulla riva del fiume Tresa, ma con un corollario di ben altri accadimenti e personaggi, degni di essere approfonditi.

Una complessa ricerca che ha impegnato l’autore per circa dieci anni, con tanti sforzi ricompensati da rinvenimenti storico – iconografici di sicuro interesse. Il libro è edito dal Magazzeno Storico Verbanese. La presentazione, con ingresso libero, è organizzata in collaborazione con il Comune.

Da ormai qualche anno mi diletto ad approfondire alcuni elementi storici inerenti Germignaga – spiega l’autore del volume – in particolare prediligendo l’aspetto iconografico mediante la raccolta di cartoline d’epoca, fotografie, stampe e disegni senza disdegnare di raccogliere ed analizzare anche altre tipologie documentali. Inevitabilmente, a ogni nuovo ritrovamento scatta la molla della ricerca storica inerente i fatti, i personaggi o i luoghi raffigurati. Altrettanto ovvia la curiosità in merito ai principali edifici presenti in paese, come ad esempio l’imponente Setificio Stehli, da ormai molti anni in disuso, ma che per lungo tempo diede lavoro a migliaia di persone e sostentamento a centinaia di famiglie germignaghesi e non solo”.

Ma poteva esserci ancora qualcosa da scoprire su questo insediamento? A rispondere è ancora Renzo Fazio: “In passato, autorevoli storici avevano scritto in merito ad esso; apparentemente non c’erano ulteriori elementi da scoprire: era noto che la fabbrica prima della famiglia Stehli era stata gestita dalla famiglia Bozzotti di Milano, a sua volta subentrata all’originario fondatore, Francesco Huber. Molti testi avevano soddisfatto alcune mie curiosità, altre però non trovavano risposte, come ad esempio quella di sapere da dove provenisse esattamente la famiglia Huber, quando si trasferì e possibilmente capire per quali ragioni venne a Germignaga“.

Da qui la prima svolta, le prime risposte ai quesiti sopra riportati e la decisione di dare alle stampe il libro dal titolo “Terra e Seta”, pubblicato lo scorso anno grazie all’aiuto di altri germignaghesi. “La curiosità rimaneva però insoddisfatta – sottolinea ancora Fazio – a pensare alla nebbia che avvolgeva i veri protagonisti delle prime imprese seriche germignaghesi, gli Huber appunto. Grazie a internet e alle prime verifiche, ho incominciato a rendermi conto che l’indagine avrebbe dovuto estendersi comprendendo un periodo ancor più remoto, visto che il maggior numero di risposte che ottenevo erano riferite ad un certo Vincenzo Huber, la cui storia prometteva di essere ancor più interessante di quella del figlio (come presto capii essere la relazione di parentela) Francesco Huber”.

È quindi da Vincenzo Huber che prende origine la storia di questa intraprendente famiglia elvetica. Un ulteriore appunto conclusivo dell’autore riguarda infine la scelta del titolo e il suo significato. “Pecunia non olet. Si tratta di un’antica locuzione latina, che ha preso connotazione negativa, nei tempi nostri correnti, perché viene associata a chi gestisce affari non sempre corretti o puliti, ed essendo scaltro e privo di scrupoli, non bada al puzzo dei soldi, o al colore della coscienza. Non è il caso mio, o di Vincenzo Huber: ho scelto la famosa locuzione per due ragioni. Per la prima – strettamente collegata all’origine stessa della citazione attribuita all’imperatore Vespasiano – lascio al lettore di soddisfare altrove la curiosità; la seconda è invece legata indissolubilmente ai molti olezzi, profumi, aromi e sapori che man mano verranno evocati nelle pagine di questo volume. Se si avrà la pazienza di leggerle fino in fondo, ritengo non mancheranno sorprese e argomenti quantomeno curiosi, che faranno comprendere la ragione di un titolo tanto diretto e inatteso”.

(Foto di copertina dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”)

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