Luino | 1 Dicembre 2019

Con l’addio a Enrico Spertini se ne va un pezzo della storia di Luino

Insieme ai fratelli Carlo e Filippo è stato uno dei punti di riferimento del paese lacustre negli anni del dopoguerra. È spirato negli scorsi giorni

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera con il sentito ricordo delle nipoti Spertini, dopo la scomparsa dello zio Enrico, avvenuta negli scorsi giorni. Un uomo che è stato punto di riferimento per il paese lacustre di Luino per tanti anni. 

Diventare adulti ha il suo rovescio della medaglia, quando buona parte del tuo mondo trasloca inevitabilmente nell’altro mondo, quello della vita eterna. È in quel momento che ti fai portatrice del ricordo e della riconoscenza verso chi se n’è andato e ha fatto tanto nella propria vita.

Con l’ultimo saluto terreno a Enrico Spertini, una parte importante della storia di Luino scompare. Forse sarebbe meglio dire che scompare solo dalla vista, mentre tutto ciò che ci è stato insegnato rimane a noi come prezioso tesoro che abbiamo il dovere e l’onore di conservare con cura.

Enrico, insieme ai suoi fratelli Carlo e Filippo, è stato una delle figure importanti di Luino negli anni del dopoguerra, quando ci si rimboccava le maniche per ripartire e costruire qualcosa di buono sui resti del passato.

Insieme alla madre, la signora Amelia, gestivano il negozio di Piazza Libertà “Checchi Amelia e figli”, molto conosciuto a quei tempi, dove vendevano tessuti, telerie per la casa e tende per interni ed esterni. La maggior parte delle ville del circondario ha avuto l’opportunità di vedere i Fratelli Spertini, meglio conosciuti con il nome di Fratelli Checchi, adoperarsi nel montaggio delle loro tende. Inoltre, i tre fratelli sono stati un punto di riferimento per chi in quegli anni coltivava l’ambizione di seguire la moda. Infatti, sono stati i primi a Luino a vendere i blue jeans.

L’eco della loro fama non si limitava solo alle richieste di componenti di arredamento, ma anche ad altre svariate tipologie di prodotti. Avete mai visto nel Santuario della Madonna del Carmine la statua della Madonna? Il velo celeste che la avvolge proviene dal loro negozio, così come anche altri arredi sacri. Chi, aprendo i cassetti della nonna,  non trova un lenzuolo o un asciugamano acquistato come dote nel negozio di Piazza Libertà?

La loro attività durò decenni, fino a quando il cambiamento di generazione rese difficile questo lavoro. Con l’avvento dell’industria di settore, cambiò anche il modo di creare la moda, ma soprattutto di venderla.

Erano persone d’altri tempi, il lavoro non era esclusivamente un dovere, ma anche un mezzo per cercare di creare un rapporto di amicizia e di fiducia con i propri clienti… e molti clienti divennero in realtà amici di lunga data.

Noi bambine ci sentivamo importanti quando ci permettevano di intrufolarci in negozio, perché era un luogo di ritrovo per tanti amici e personaggi che hanno scritto la storia di Luino.

Enrico, fino a quando ha potuto, ha vissuto appieno la sua città, pur non comprendendo la frenesia di questi ultimi tempi.

Uomo colto, appassionato di storia e di arte, non perdeva occasione di incontrare gente e condividere i suoi pensieri.

Molte persone lo ricordano con affetto per tutto quello che ha fatto nel periodo del dopoguerra. Negli ultimi tempi, costretto dai suoi acciacchi a non poter uscire, amava ricordare e raccontare quanto vissuto. Era bello starlo ad ascoltare perché il suo racconto, ricco di particolari e aneddoti, riusciva a far comprendere e vivere quanto descritto.

Con Enrico se ne va un pezzo di storia di Luino, ma lui e i suoi fratelli rimarranno nel cuore e nel ricordo di chi ha avuto la fortuna di poterli vivere.

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