Sono arrivati anche i complimenti del presidente della Società Italiana di Genetica Umana (SIGU) e futuro Presidente dell’analoga Società europea, il professor Maurizio Genuardi, direttore della Genetica Medica del Policlinico Gemelli di Roma, in occasione del Congresso Nazionale SIGU tenutosi a Roma settimana scorsa alla presenza di 800 specialisti provenienti da tutta Italia e da importanti relatori stranieri.
Complimenti giunti al termine dell’intervento tenuto dalla dottoressa Maria Grazia Tibiletti, genetista in forze, insieme alla collega Ileana Carnevali, alla struttura di Anatomia Patologica dell’ASST dei Sette Laghi, diretta dal professor Fausto Sessa, e rivolti al bel gioco di squadra che caratterizza il centro varesino nella cura e nella prevenzione dei tumori al seno e all’ovaio, al colon e del melanoma.
E la multidisciplinarietà è proprio il tratto distintivo e il punto di forza dell’organizzazione varesina, in cui non solo Anatomia Patologica, Ginecologia, Breast Unit, Chirurgia, Chirurgia plastica, Oncologia, Gastroenterologia e Dermatologia lavorano insieme per una gestione completa di ogni singolo paziente oncologico, ma che ha un ulteriore vantaggio nell’inserimento di due Genetiste con una specifica formazione in Genetica Oncologica all’interno della struttura di Anatomia Patologica, così che ogni campione sottoposto all’esame istologico viene contestualmente analizzato anche da un punto di vista genetico.
“Il ruolo della genetica oncologica è ormai esploso: – spiega la dottoressa Tibiletti – le analisi genetiche, infatti, sono ormai fondamentali non solo per evidenziare le mutazioni ed impostare conseguentemente la terapia più efficace, ma anche per individuare una eventuale predisposizione a sviluppare la malattia e agire quindi in via preventiva. Proprio per questo, a Varese è attivo un ambulatorio dedicato all’identificazione dei pazienti ad alto rischio a cui viene offerto un percorso dedicato e completo frutto di un approccio multidisciplinare che in pochi centri si riscontra. Da diversi anni questo percorso multidisciplinare è operativo nella Breast Unit del nostro Ospedale per l’identificazione delle pazienti ad alto rischio di tumori del seno e dell’ovaio. Più recentemente abbiamo utilizzato questo modello multidisciplinare anche per la prevenzione di tumori ereditari del colon-retto e dei melanomi“.
La cura offerta diventa così davvero completa: i pazienti identificati a maggiore rischio vengono inseriti in un protocollo intensivo, fatto di controlli clinici e strumentali ravvicinati, e contemporaneamente si coinvolgono tutti i famigliari, a cui vengono proposti dei test genetici finalizzati ad individuare la popolazione a rischio aumentato di tumore perchè si possa avviare un adeguato e personalizzato percorso di prevenzione.
E nello sviluppo di questo percorso multidisciplinare di prevenzione e cura, in cui per diversi aspetti Varese ha saputo fare scuola e precorrere i tempi, un supporto decisivo è stato offerto dal terzo settore: CAOS (centro Ascolto Operate al Seno) e ANDOS Varese (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno) hanno saputo mantenere alta l’attenzione sull’importanza della prevenzione e del ruolo della genetica in oncologia e hanno contribuito a questo sviluppo finanziando borse di studio.
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