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Luino | 25 Ottobre 2019

La rivoluzione del centro di Luino passa da Visnova, Ratti e scalo ferroviario

Ieri in Commissione Territorio presentata la variante del PGT che sarà discussa nel consiglio comunale di martedì prossimo. Pellicini: "Entro aprile l'ok definitivo"

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Uno dei documenti più importanti di qualsiasi Comune è il Piano di Governo del Territorio, introdotto in Lombardia nel 2005, uno strumento che serve per la pianificazione urbanistica a livello comunale e ha lo scopo di definire l’assetto dell’intero territorio.

Anche Luino ha iniziato il suo percorso per andare ad approvare il nuovo PGT, dopo l’ultimo aggiornamento avvenuto nel 2013, e nella giornata di ieri, in seguito all’ultima riunione avvenuta ad aprile scorso, la Commissione Territorio è tornata a confrontarsi per l’adozione della variante di medio termine in sala consiliare, dove l’architetto pavese Massimo Giuliani e il suo staff hanno presentato, insieme all’architetto comunale Stefano Introini, tutte le novità sul futuro delle aree centrali del paese lacustre e sulla loro valorizzazione.

Oltre alle regole principali, alle nuove normative e allo sviluppo del piano strategico e del piano servizi, a far da padrone sono stati tutti gli elementi che compongono il PGT, dai contributi dei cittadini, ben 96 quelli arrivati che spaziano in vari campi e che hanno obiettivi diversi, alle modalità che andranno a riorganizzare le aree centrali, simbolo del rilancio della città. Prerogativa dell’amministrazione, stando a quanto riferito, è quella di limitare il consumo del suolo.

Cinque le macro-aree di trasformazione, area ex Svit e aree pubbliche di lungolago e di trasformazione centrali private, ex fabbrica Ratti, ex scalo ferroviario ed area Visnova. Se le prime due aree pubbliche sono state già oggetto di riqualifica, con l’ex Svit che necessariamente sarà modificata per far spazio al sottopasso che collegherà via Voldomino a via Cairoli, le altre dovranno essere messe sul tavolo per un confronto tra amministratori pubblici ed imprenditori.

270mila metri cubi quelli dell’ex fabbrica Ratti dove, all’abbattimento della volumetria presente oggi, una volta compiuto, si potrà costruire il 25% della quota totale, che potrà raggiungere il 35% nel caso in cui sia previsto il mantenimento e la conservazione degli spazi al cantiere navale. Qui si dovrà definire il disegno degli spazi pubblici, valorizzando il centro remiero, il lido di Luino e anche altre opere complementari, reinterpretando l’attrattività turistica nell’ex campo di calcio, ponendo attenzione e qualificando sotto il profilo ambientale e paesaggistico il sistema naturalistico della foce del Tresa.

In secondo luogo lo scalo ferroviario, che avrà un volume rigenerabile del 90% rispetto a quello attualmente presente, ma è necessario che il processo prenda il via entro un anno dall’entrata in vigore del PGT e si proceda alla definizione di un progetto per la coniugazione del piano regolatore ferroviario con i volumi esistenti. In fase attuativa, inoltre, è previsto il trasferimento del terminal bus da piazza Marconi sulle aree ferroviarie dismesse con la realizzazione di almeno sette stalli, ed assicurata la realizzazione di collegamenti viabilistici e attraverso un sottopasso pedonale. A questo si aggiungerà l’area destinata al “Park & Ride”, attraverso i fondi INTERREG, che porterà alla realizzazione di oltre 500 parcheggi nella zona dietro la stazione.

Allo stesso modo, infine, anche l’area ex Visnova dove l’obiettivo della maggioranza è quello di recuperare attività ricettive e di servizi dell’ex opificio fronte via don Folli. Qui verrà effettuato uno studio dettagliato dell’impatto su circolazione e mobilità degli interventi rigenerativi del volume esistente, mentre in sinergia con i privati l’idea rimane quella, come promesso in campagna elettorale nel 2015 da Pellicini, di realizzare un centro espositivo, sportivo, aggregativo ed eventistico pubblico, in altre parole un palazzetto dello sport, per una capienza di 600 persone. Dopo le valutazioni del caso, però, si dovrà capire in che modo introdurre adeguati e complementari spazi commerciali (ad esempio la costruzione di un supermercato).

Rimanendo in ambito ferroviario, confermata dall’architetto Stefano Introini la realizzazione della bretella che collegherà via San Pietro a via Bernardino Luini che, teoricamente, stando a quanto detto, nel momento in cui avverrà l’esproprio di alcune parti di terra alla ditta Primi, porterà alla chiusura del passaggio a livello di via San Pietro. Oltre a presentare criticità in merito, il consigliere di minoranza Pietro Agostinelli, insieme alla collega Enrica Nogara, ha evidenziato alcune perplessità sia relative alla gestione dei cofinanziamenti da parte di RFI, ad esempio “Chi pagherà la rotonda di via XXV Aprile?”, sia per la cifra che dovranno versare i contribuenti e per i veri “benefici” di quest’opera.

Il sindaco però ha le idee chiare. “Continua l’iter che porterà all’adozione della variante, proposta dalla maggioranza, che porteremo martedì in consiglio comunale – commenta Andrea Pellicini -. In seguito inizierà una serie di lavori delle commissioni, che permetterà di ampliare il confronto con i consigli dei cittadini e degli enti preposti. Vogliamo che la nostra diventi una proposta sempre più condivisa, visto che è una variante storica. Si tratta di una grandissima scommessa per tutto il paese. L’area Ratti da sito industriale sarà riqualificata con un volume del 25% o 35%, nel caso venisse mantenuta e sviluppata la cantieristica. Crediamo fortemente nella nautica e nella cantieristica come grande possibilità di sviluppo turistico in linea con le peculiarità del nostro lago”.

“A questo – ha concluso il primo cittadino -, si aggiunge la realizzazione del palazzetto dello sport, sulla quale abbiamo già avviato un lungo confronto con i privati. Alcuni suggerimenti li abbiamo recepiti, altri meno perché non sono realizzabili. In ogni caso, però, dopo l’adozione della variante, incontreremo i privati e i cittadini per affrontare ogni singola proposta. Credo che entro fine aprile questo percorso sarà portato a termine”.

Luino nei prossimi mesi e anni sarà al centro di una vera e propria rivoluzione: oltre ad AlpTransit che andrà a modificare totalmente l’assetto urbanistico del paese lacustre ci sarà anche da lavorare sulla viabilità, aspetti che si inseriranno appieno nel contesto riguardante il progetto candidato al bando “Progetti Emblematici Maggiori” di Fondazione Cariplo che, se accettato, trasformerà interamente le vie del centro. Dopo il rifacimento del lungolago, altre sfide sono pronte per partire, sarà complesso ma è inevitabile.

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