Luino | 23 Ottobre 2019

Luino, “Patrizia, dove sei? Non smetteremo di cercare la verità”

Nel giorno in cui Patrizia Rognoni avrebbe compiuto 66 anni, si riuniscono le amiche della donna scomparsa da Castelveccana nel 2009. "Una luce è sempre accesa"

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E’ in un tubo bianco di cartone, lungo poco più di cinquanta centimetri, l’oggetto per il quale un affiatato gruppo di donne ha scelto un bar del centro di Luino per incontrarsi.

E’ il pomeriggio di sabato, arrivano strette nei loro cappotti, reggendo l’ombrello con cui hanno affrontato la pioggia battente lungo il tragitto per raggiungere il luogo del ritrovo. Sono le amiche di Patrizia Rognoni, la donna di Castelveccana scomparsa nel nulla il 16 settembre 2009, che proprio sabato avrebbe compiuto 66 anni.

Ed è quello di Patrizia il volto sorridente impresso sul poster realizzato dalla fumettista Greta, una di loro, posizionato con cura al centro di una lunga tavolata. Un volto disegnato con tratti morbidi su uno sfondo verde acqua, che le attribuisce un’aria giovanile come se il tempo racchiuso negli ultimi dieci anni non fosse mai passato. Un volto sereno e ispirato ad una istantanea che da ricordo di spensieratezza si è trasformata, dopo quel 16 settembre, in foto segnaletica per le ricerche.

Patrizia, dove sei?” recita la scritta stampata sullo sfondo del poster, “Non smetteremo mai di cercati e di cercare verità e giustizia”. E’ questa la finalità ribadita dall’incontro organizzato nel giorno di un compleanno che non può essere celebrato.

“Come ogni anno il calendario cade su questa data che per noi, purtroppo, non è più motivo di festa – spiega Pucci, una delle amiche d’infanzia di Patrizia Rognoni, sparita nel nulla dalla propria abitazione in una sera di metà settembre, con la cena sul tavolo, accanto alla borsa, al portafogli e ad altri effetti personali. Con la luce accesa e la porta socchiusa -. Dov’è Patrizia? Sappiamo dentro di noi che qualcosa di brutto le è successo quella maledetta sera, ma non abbiamo mai accettato l’idea di non ritrovarla, di non sapere cosa ne è stato realmente di lei. Siamo arrabbiatissime con tutte le persone che avrebbero potuto dire qualcosa e che non hanno detto niente, o che per timore di ripercussioni hanno interrotto la ricerca della verità”.

Una verità oscurata dalle ombre e soffocata dai dubbi, tra i quali però si staglia da sempre una certezza: Patrizia non aveva motivi per sparire nel nulla, abbandonando quell’unica figlia che amava più della sua stessa vita.

Il caso Rognoni è un caso scomodo, che fa ancora tremare le pareti, abbandonato ingiustamente senza arrivare ad una conclusione – afferma Monica, l’ultima persona a sentire la donna poche ore prima della scomparsa -. Non è ammissibile che una persona sparisca così, senza che nessuno più la cerchi. Ma è proprio perché in questa storia manca la parola fine che terrò sempre una luce accesa. Lo devo a Patrizia, come amica, per tenere viva la sua storia e trasformarla in qualcosa di utile per tutte le donne vittime di violenza. Lo devo infine a sua figlia, per la quale ci sarò sempre, e che più di tutti ha diritto di sapere che cosa ne è stato di sua madre”.

Al tavolo c’è poi chi cita ricordi che la memoria mai potrà rimuovere, come lo stato d’animo della donna pochi giorni prima del 16 settembre. La sensazione di essere in pericolo, la paura di essere seguita. “Non era depressa, era una guerriera”, racconta un’altra amica, Patrizia Martino, che a Luino è portavoce dell’associazione interculturale Aisu ed ex dirigente dell’Istituto comprensivo “Bernardino Luini”.

Nel gruppo un ultimo significativo messaggio d’affetto arriva da Francesca, che Patrizia non l’ha mai incontrata, ma che ha imparato a conoscerla – prendendo a cuore la sua vicenda – grazie ai racconti della madre, un’altra delle amiche più intime della 56enne di Castelveccana. “Chissà cosa avresti fatto in questi dieci anni – riflette Francesca, che ad inizio incontro ha mostrato con fierezza alle compagne il poster che simboleggia la volontà di ricominciare a scavare a fondo per trovare ad ogni costo delle risposte -. Sicuramente la vita di tante persone sarebbe stata migliore con te accanto. Il tuo corpo non c’è più ma la tua anima è viva e nessuno potrà oscurarla. L’unico regalo che possiamo farti è renderti memoria ogni giorno, e lottare per assicurarti giustizia“. (Loghi in galleria di Greta Fantini)

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Una replica a “Luino, “Patrizia, dove sei? Non smetteremo di cercare la verità””

  1. Greto ha detto:

    E’ incredibile arrivare a sfruttare una persona scomparsa per vedersi pubblicato un disegno. Disgustoso… e guardate la sua faccia felice.

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