Una storia difficile quella vissuta da una donna di Colmegna, durata per anni dopo aver conosciuto su Facebook un uomo sulla cinquantina. Una fitta conoscenza virtuale, con una serie infinita di messaggi, che si è successivamente trasformata in una convivenza.
L’uomo, infatti, si è presentato a casa della signora con le valige, dove ha soggiornato a lungo, costringendola a chiudere i ponti con i parenti, compreso il figlio, che ieri è stato ascoltato in Tribunale a Varese. Proprio il figlio è stato a confermare la situazione, “Era lui a decidere tutto ciò che doveva fare lei. Era soggiogata”, ha affermato rispondendo alle domande dell’avvocato della parte civile, Stefano Ghilotti.
Oltre alla fine dei rapporti con i familiari, stando a quanto sostiene l’accusa, l’uomo ha fatto della donna una vittima, spolpandola anche dai suoi averi, visto che avrebbe provato anche a convincere la donna a cercare di vendere la propria casa per comprarne una “migliore”.
Un susseguirsi di situazioni vessatorie e di pressioni, quindi, che hanno causato alla donna una depressione, lasciandola senza soldi e vittima di numerosi atti persecutori perpetrati dall’uomo. A quanto si è appreso, inoltre, l’uomo ha obbligato anche il figlio, già sposato, a lasciare appartamento, cane e soldi, scomparsi nel nulla dal conto corrente.
Così, quando la donna ha deciso di chiudere loro relazione, è iniziato il calvario visto che l’uomo ha iniziato a tempestarla di messaggini e telefonate (anche della durata di un’ora), con intimidazioni, pressioni e minacce, sfociate qualche mese più tardi in una denuncia per stalking.
La donna sarà sentita il prossimo 4 maggio, visto che alla prima udienza era assente per motivi di salute.
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