Luino | 15 Settembre 2019

Rendere la comunità un luogo di convivenza e condivisione: il pensiero domenicale di don Sergio

Rinnovato l'invito ad una fraternità che renda la Comunità ancora più viva e feconda. La Giornata per il Seminario punta lo sguardo sulla necessità di nuovi sacerdoti

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(Don Sergio Zambenetti) Dio è fedele all’alleanza con il suo popolo Israele ed ora lo è anche con questa umanità che spesso si dimentica di Lui. Egli, così, ci offre nuove possibilità di riscatto e di crescita nella nostra figliolanza divina.

Dice il Signore a Israele, attraverso il profeta Isaia, nella prima lettura di questa domenica: “Tu mi hai dato molestia con i tuoi peccati, mi hai stancato con le tue iniquità. Io, io cancello i tuoi misfatti per amore di me stesso, e non ricordo più i tuoi peccati”. Rassicurando il suo intervento gratuito: “Non temere, poiché io verserò acqua sul suolo assetato, torrenti sul terreno arido”.

Quell’amore per se stesso è il segno della fedeltà di Dio, che non può rinnegare il suo essere amante degli uomini e delle donne che Egli ha creato. Fa di tutto per rivelare il suo interesse e la sua passione per i suoi figli e in modo particolare, lo ha dimostrato nei gesti e nelle parole di Gesù, testimonianza viva del suo amore di Padre. Di fronte a tutto questo, penso ci debba essere in noi un senso di profonda gratitudine, ma anche di desiderio di lasciarsi amare testimoniando a nostra volta ciò che lui è per noi.

La scorsa domenica la Parola di Dio ci aveva ricordato che noi siamo chiamati ad essere operai nella vigna che il signore ha preparato per noi e, dunque è tutto nostro interesse lavorare perché i frutti che ne scaturiranno saranno un bene per noi e per molti altri. Ciascuno al suo posto, secondo la vocazione alla quale siamo stati chiamati, perché nessuno si senta inutile nel mondo e tutti reciprocamente possano gioire dell’impegno dell’altro. In una comunità, dunque, ognuno ha un proprio ruolo da svolgere, perché essa cresca e sia luogo di serena convivenza e feconda condivisione.

In questa luce iniziamo questo anno pastorale, che è caratterizzato dalle diverse feste e iniziative in cui molti sono coinvolti sia dal punto di vista spirituale che ludico e ricreativo. Anche il solo partecipare diventa un segno di attenzione e di apertura ad una comunione fraterna. Questa domenica ci sentiamo uniti alla parrocchia di Creva per la sua festa di inizio e io Vi invito, per quanto è possibile, a partecipare a qualche momento.

Con uno sguardo più ampio vorrei portare l’attenzione anche alla Chiesa diocesana che questa domenica chiede di sostenere il Seminario con la preghiera e l’aiuto economico. Il bisogno di sacerdoti si fa sempre più forte, tanto è che quest’anno parrocchie con un elevato numero di abitanti non avranno un sacerdote per la pastorale giovanile, altre ancora non avranno più un prete residente. È necessario, perciò, ascoltare l’invito di Gesù a pregare il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe, ma anche aiutare i ragazzi, gli adolescenti e i giovani ad interrogarsi sul proprio futuro lasciando il proprio cuore libero per ascoltare ciò che il Signore vuole da loro.

Un ultimo pensiero lo voglio dedicare a tutti gli studenti ed insegnanti, che in questi giorni ricominciano le attività scolastiche, augurando a loro e anche alle famiglie di sapere fare fruttificare i talenti che il Signore ha dato a ciascuno.

Per consultare integralmente “Oltre l’apparenza”, cliccare qui.

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