All’alpe di Neggia, davanti al maestoso panorama al confine tra Val Veddasca e Ticino, si è svolto nella giornata di sabato l’incontro tra l’amministrazione di Maccagno con Pino e Veddasca e quella di Gambarogno, una tradizione che dal 2004 contribuisce a rinnovare e rinsaldare l’amicizia che lega i due comuni e la loro storia.
Il consueto appuntamento in quota si è rivelato ancora una volta utile alle due delegazioni, quella del sindaco Fabio Passera e del primo cittadino Tiziano Ponti, per confrontarsi su diverse tematiche prioritarie per entrambi i paesi, a partire da quelle che sono le dinamiche della vita quotidiana.
Sicurezza, trasporti, frontalieri, navigazione e istruzione sono solo alcuni degli argomenti affrontati dagli amministratori, che in comune hanno tanto, e che condividono persino il coraggioso percorso della fusione, affrontato in momenti storici differenti ma con i medesimi propositi.
Inevitabile, tra i vari spunti di riflessione, anche un riferimento al recente no di Berna ad una nuova sperimentazione della chiusura dei valichi minori, questione rispetto alla quale le due compagini amministrative hanno espresso soddisfazione, essendo entrambe contrarie alla chiusura notturna delle cosiddette dogane minori, in particolare per quanto concerne Indemini.
“Ci siamo ritrovati sulla stessa lunghezza d’onda, nonostante i differenti aspetti normativi – ha affermato il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca – e questo vale per tanti aspetti e problematiche. Un confronto sul futuro come al solito interessante, per esempio per quanto concerne il progetto interreg che coinvolge anche Luino, e che mira a togliere le auto dei frontalieri dalle strade, aumentare la sicurezza e ottimizzare la gestione del traffico”.
Temi importanti, ha sottolineato ancora in conclusione il primo cittadino del paese lacustre: “Ci siamo lasciati con la speranza di organizzare a Maccagno un nuovo summit per il prossimo anno“.
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