Alto Varesotto | 19 Agosto 2019

Niente chiusura dei valichi minori, ma servono più telecamere al confine

Berna dice no ad una nuova sperimentazione, decisivi i dati statistici sui crimini. Soddisfatti i sindaci dell'alto Varesotto, lavoreranno sulla sicurezza con il Ticino

Tempo medio di lettura: 2 minuti

La sicurezza dei cittadini non è a rischio e pertanto la chiusura notturna dei cosiddetti “valichi minori” non è necessaria.

A sentenziarlo è il Governo federale, che nel rispondere ad una interrogazione firmata dal deputato dell’Unione democratica di centro Marco Chiesa, pone così un grosso ostacolo anche alle speranze nutrite da una parte della politica ticinese di riattivare una misura che già nel 2017 aveva fatto discutere.

Si tratta della mozione firmata dalla senatrice della Lega Roberta Pantani, un provvedimento messo in pratica in via sperimentale per sei mesi, poi accantonato ma non ancora del tutto archiviato, almeno fino a due mesi fa, in attesa di capire la reale utilità di ristabilire la chiusura di alcune dogane secondarie nella fascia 23-5, soprattutto in corrispondenza di zone segnate da ripetuti colpi ai bancomat, come testimoniato negli ultimi mesi dalla cronaca regionale.

Zone che interessano in particolare il Luinese, inquadrando la tematica dal versante italiano, vista la geografia dei luoghi oggetto dei furti: Palone, Ponte Cremenaga e Fornasette. A fare la differenza, ancora una volta, sono i dati statistici. Non solo però quelli inerenti il calo di furti con scasso negli ultimi anni, visto che da Berna – proprio in merito alla decisione delle ultime ore – si apprende che gli autori dei colpi ai bancomat avvenuti lo scorso anno, erano giunti in Svizzera attraverso il confine verde, cioè senza tenere conto dei valichi .

A riportare le motivazioni di quanto stabilito dal Consiglio federale è il quotidiano La Prealpina: “Il Consiglio federale ritiene che la situazione non è cambiata in modo tale da giustificare un nuovo periodo di test. I valichi sono sorvegliati in modo completo con altri mezzi, come le telecamere. Inoltre, il 15 giugno 2018, il CF ha deciso di munire i valichi di confine secondari di barriere che vengono chiuse solo in caso di necessità, ad esempio nel caso di un allarme”.

E’ dunque la linea della copertura tecnologica – su cui peraltro si continuerà ad investire  – a prevalere sullo sbarramento, fonte di potenziali disagi per residenti e lavoratori frontalieri, come più volte sottolineato in passato da sindaci e amministratori di confine, tornati in questi giorni sul punto – sempre tramite il quotidiano locale – per esprimere soddisfazione, ricordare l’impegno delle forze dell’ordine italiane su questo fronte e ribadire la centralità della funzione ricoperta dalle telecamere.

Ai primi cittadini di Dumenza, Maccagno con Pino e Veddasca e Cremenaga, si associa così anche il sindaco di Luino, Andrea Pellicini che dalle pagine de La Prealpina ricorda però un ulteriore aspetto lasciato in eredità dalla vicenda: “La richiesta di sicurezza che giunge dal Ticino non va sottovalutata”. Si ripartirà quindi da un progetto comune condiviso con i sindaci ticinesi, che presenta già un obiettivo primario da soddisfare: portare gli occhi elettronici nelle aree sensibili che ad oggi ne sono sprovviste.

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127