Luino | 4 Settembre 2019

Luino, una raccolta fondi per aiutare il 26enne Andrea Rossi

Il ragazzo ha scoperto di avere un melanoma al piede. Con i fondi raccolti vorrebbe entrare in cura presso una struttura israeliana, la migliore al mondo

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Ciao a tutti, mi chiamo Andrea Rossi, ho 26 anni e abito in provincia di Varese, a Luino. Nel 2014, lavoravo a Manchester in un ristorante quando quasi per caso, dopo essere tornato per qualche giorno in Italia, a seguito della rimozione di una bolla sul piede, si è scoperto essere un melanoma“.

Con queste parole inizia l’appello lanciato sul sito “GoFundMe.com”, che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per il giovane luinese. In poche ore sono stati raccolti oltre 11mila euro, su un totale di 600mila euro, obiettivo lanciato dalla campagna.

Successivamente ho iniziato a sottopormi a degli interventi chirurgici, prevalentemente di debulking, fino al marzo 2018 quando è stata provata un’operazione chiamata perfusione isolata dell’arto inferiore. Contemporaneamente agli interventi chirurgici, ho preso parte a vari protocolli sperimentali di immunoterapia che non hanno però sortito l’effetto sperato. Purtroppo tutti i miei sforzi e i sacrifici non hanno portato a grandissimi risultati, anzi, a dire la verità, non hanno fatto altro che peggiorare la situazione“.

“Al momento, ho cominciato la mia prima sessione di chemioterapia classica, con la prima infusione oggi (lunedì 2 settembre, ndr). I risultati della chemioterapia sul Melanoma di IV stadio Metastico non sono il massimo. L’oncologo che per il momento mi segue, parla di una riduzione magari nei noduli sparsi per il corpo, ma non si può parlare di cura per una guarigione completa”.

Il motivo per cui vorrei fare partire questa raccolta fondi è per provare ad entrare in cura allo ‘Sheba Medical Center’, una delle prime dieci strutture ospedaliere votate come migliore al mondo, che si trova in Israele. La terapia che verrebbe fatta si chiama TIL (Infiltrating Lymphocyte Tumor). Questa terapia consiste nell’asportare parte del materiale tumorale, estrarne i linfociti (il nostro esercito contro tutte le malattie), riprodurle in vitro, potenziarle e creare dei vaccini che una volta iniettati nel corpo possano contrastare l’avanzamento della malattia, aiutando le persone che si sottopongono a questo trattamento a guarire. Questo trattamento ha una percentuale di sopravvivenza altissima rispetto a tutte le altre terapie immunologiche, chemioterapiche e chirurgiche”.

“Dopo aver contattato la struttura, sono stato informato sui costi che la terapia che vorrei affrontare che sono molto elevati. Per questo chiedo aiuto alle persone che mi conoscono e che mi vogliono bene, e a quelle che non sanno nemmeno come sono fatto, di darmi una mano a intraprendere questo viaggio”.

“La somma richiesta sembra esagerata, ma quello che non verrà speso lo girerò per cercare di trovare una soluzione a questa malattia che sta infestando moltissime persone e che purtroppo non guarda in faccia a nessuno. Grazie mille a chi potrà farlo con un sostegno economico, e chi non potrà, sarà ben accetto anche solo un pensiero o una preghiera. Uniti per vincere #fuckthecancer”, conclude l’appello.

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