Germignaga | 8 Agosto 2019

Germignaga, uccelli migratori dall’Africa all’Artide: sul Tresa un corridoio ecologico da proteggere

Lo spiega Fabio Saporetti del Gruppo Insubrico di Ornitologia, che nel mese di maggio ha avvistato nella zona un raro esemplare di falaropo beccolargo

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A tanti può sembrare una semplice striscia di sabbia, a volte criticata perchè ritenuta pericolosa dai cittadini (senza prove scientifiche a dimostrare questa tesi), che appare e scompare a seconda dell’altezza del lago, ma l’isolotto sulla foce del fiume Tresa tra Germignaga e Luino è in realtà un punto del lago Maggiore importantissimo a livello naturalistico ed ecologico.

Il sindaco di Germignaga Marco Fazio, l’assessore all’Ecologia Giovanni Corbellini e il resto della giunta, ne sono consapevoli e hanno avviato azioni per per la conservazione dell’area, fondamentale per la migrazione di numerose specie di uccelli, come raccontato martedì in occasione della presentazione dei dati sullo stato delle acque del lago e dei fiumi.

Il primo passo, nel mese di settembre, sarà quello di posizionare degli appositi cartelli didattici per informare ed educare i cittadini. Verranno così date informazioni sull’avifauna stanziale e sugli uccelli migratori che si possono avvistare, ma non solo, verrà anche spiegato perché è importante non dare cibo agli uccelli acquatici. Per scongiurare questa usanza da sempre praticata, ma in realtà nociva per la salute degli animali, il Comune sta anche valutando l’ipotesi di rilasciare un’ordinanza che ne preveda il divieto.

A occuparsi della preparazione dei cartelli è stato incaricato Fabio Saporetti del G.I.O., Gruppo Insubrico di Ornitologia, che da anni studia e osserva il comportamento dell’avifauna nell’area della foce del Tresa dove, proprio qualche mese fa, ha avvistato per primo un raro esemplare di falaropo beccolargo, specie che nidifica nella tundra artica (Groenlandia, Islanda e nord America) e in migrazione raggiunge le coste atlantiche dell’Africa sud occidentale dove sverna. Si tratta del 41esimo avvistamento in cento cinquant’anni in tutta Italia.

Questo avvistamento del falaropo beccolargo evidenzia così l’importanza di questa zona di passaggio: in provincia di Varese l’ultimo e unico avvistamento è avvenuto nel lontano 1949, a Sesto Calende. Il lago Maggiore, infatti, è un importante corridoio ecologico di rilevanza internazionale per gli uccelli migratori, che vi passano durante la migrazione pre-riproduttiva (marzo-maggio) e quella post-riproduttiva (agosto-ottobre) e la foce del Tresa è un punto fondamentale di sosta insieme alle Bolle di Magadino in Svizzera, che sono infatti un’area protetta.

È un peccato che questo luogo, piccolo ma importantissimo, non sia valorizzato e tutelato come dovrebbe  – spiega Saporetti -. La presenza di bagnanti con ombrelloni, cani a passeggio senza guinzaglio, via vai di pescatori minacciano la presenza e la nidificazione di molte specie, come ad esempio il Corriere Piccolo, che nidificando a terra rischia di vedere distrutte le proprie uova, se non addirittura non riuscire neppure a deporle”.

Un’attività di sensibilizzazione con la cartellonistica didattica è quindi un primo passo per proteggere una zona di grande importanza naturalistica, dove purtroppo risulta difficile mettere d’accordo i diversi enti istituzionali a cui fa riferimento, per garantirne una concreta protezione.

Nonostante questo, però, il Comune di Germignaga da mesi ha iniziato a confrontarsi, in alcuni tavoli tecnici organizzati a livello regionale, con gli organismi e gli enti competenti, cercando di porsi come obiettivo quello di sistemare, rimodulare e rinaturalizzare la foce del Tresa, per tutelare un’area fondamentale per la migrazione degli uccelli a livello mondiale.

Per restare aggiornati sugli avvistamenti di avifauna nella provincia di Varese è possibile seguire la pagina Facebook dell’associazione G.I.O. Gruppo Insubrico di Ornitologia.

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