Brenta | 5 Agosto 2019

Ex Conceria Fraschini: ok ai fondi per la bonifica, ma restano da sciogliere nodi rilevanti

760mila euro da Regione per bonifica e piano di caratterizzazione. Ignoto finora l'interlocutore al quale le amministrazioni devono rivolgersi per l'avvio dei lavori

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L’ex Conceria Fraschini, situata tra i Comuni di Brenta e Cittiglio, è ormai dismessa da decenni e necessita di un intervento di bonifica che possa permettere la rimozione dei materiali inquinanti presenti nell’area da anni. Per questa ragione oltre alle due amministrazioni comunali sul sito sono impegnate da tempo anche Regione Lombardia e la Provincia di Varese.

Tante, a partire dal 2009, le procedure burocratiche volte al recupero dell’ex Conceria che, al momento, non sono hanno ancora permesso l’avvio della riqualificazione dell’intera area, nonostante gli incontri e i progetti realizzati con l’obiettivo di iniziare i lavori.

Numerose anche le indagini in questo periodo, mentre l’attività della magistratura ha appurato, qualche anno fa, l’assoluzione piena di otto imputati della proprietà in riferimento al disastro ambientale e degli esposti presentati dal signor Roberto Gibellini. Nulla, infatti, è emerso a carico degli imputati, mentre sono state respinte le richieste di risarcimento dei Comuni di Brenta e Cittiglio per un milione di euro ciascuno.

Successivamente vi sono state riunioni, presso il Pirellone, riguardanti l’analisi dello stato di avanzamento del procedimento e l’individuazione di possibili fonti di finanziamento per pianificare la caratterizzazione e bonifica del sito. E così arriviamo a gennaio 2019, quando il Comune di Brenta ha effettuato una richiesta formale a Regione Lombardia per il completamento del piano di caratterizzazione messa in sicurezza e smaltimento rifiuti presenti, per uno stanziamento approvato di 760mila euro, ai fini della programmazione piano bonifiche regionale 2019.

Stando all’istanza di finanziamento presentata a Regione dal Comune di Brenta, infatti, per la rimozione dei rifiuti fuori terra e interrati presenti nell’area, individuati come potenziali sorgenti primarie di contaminazione, servono 700mila euro in tutto, mentre per la progettazione dell’esecuzione degli interventi integrativi di caratterizzazione della porzione dell’area di stabilimento dell’ex Conceria Fraschini, ne sono necessari 60mila euro.

I rappresentanti comunali di Brenta, come in più occasioni evidenziato, però, ribadiscono la difficoltà di accedere alle aree per l’esecuzione delle attività in quanto, dopo la rinuncia del curatore fallimentare nel 2018, non è noto oggi il soggetto a cui è stata data la titolarità dell’area.

Per questa ragione, l’amministrazione Ballardin, che da tempo è impegnata ed attenta all’evolversi della situazione, invierà una lettera al Tribunale di Milano per provare ad accorciare i tempi burocratici ed avviare i lavori entro il 2020, con l’obiettivo di capire a chi rivolgersi per avere l’accesso all’area ed iniziare le opere di bonifica.

“Sono vent’anni che siamo in ballo con questi cavilli burocratici – spiega il primo cittadino Gianpietro Ballardin -, cerchiamo da tempo una soluzione per sistemare e riqualificare un’area. Speriamo che il Tribunale di Milano ci risponda in tempi brevi, il rischio è quello di perdere i fondi regionali, quindi prima arriviamo ad un dunque e meglio è per tutta la nostra comunità”.

A tal fine, l’amministrazione comunale ha anticipato la previsione di cronoprogramma, vale a dire la progettazione esecutiva del piano di smaltimento rifiuti, comprensivo del piano di smaltimento del materiale contente amianto nei primi mesi del 2020; la predisposizione e l’aggiudicazione della gara per le operazioni di smaltimento entro settembre 2020; l’esecuzione degli interventi di rimozione dei rifiuti entro la fine 2020 e, infine, la presentazione del piano integrativo di caratterizzazione, approvazione in CdS regionale e da realizzare entro settembre 2021.

Ora Regione, dopo aver preso atto della documentazione consegnata dal Comune di Brenta, in merito alle difficoltà di accesso alle aree, ha comunicato che procederà a valutare presso i referenti dell’ufficio giuridico di Regione le azioni da attuare in caso di mancata individuazione del soggetto cui è stata data in custodia l’area ex Conceria Fraschini. Nel frattempo, però, dal Pirellone hanno chiesto al Comune di procedere con istanza da inoltrare al giudice fallimentare per avere l’indicazione del soggetto delegato.

L’Ufficio regionale ricorda al Comune che tutti gli interventi per la messa insicurezza, la caratterizzazione e le eventuali ulteriori fasi del procedimento di bonifica, ai sensi del R.R. 2/2012, devono essere realizzati in sostituzione e in danno ai soggetti obbligati inadempienti, con l’attivazione di azioni di rivalsa per il recupero delle risorse pubbliche. A tal fine il Comune dovrà ottemperare alle previsioni del sopra citato R.R. 2/2012, per garantire il recupero delle risorse pubbliche utilizzate.

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