Laveno Mombello | 26 Luglio 2019

Laveno Mombello, in tanti per l’ultimo saluto a Roberto e Marisa

Grande commozione, questa mattina, ai funerali per i coniugi morti nella tragedia della ferrovia. Don Carlo: "Colti dal Signore in un esercizio di amore grande"

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Li aveva osservati qualche giorno prima della tragedia, da lontano e senza farsi notare, godendoseli in uno dei tanti momenti che costituivano la loro quotidianità. Camminavano sul marciapiede, in paese, con quella differenza di passo che li portava talvolta a battibeccare.

Si era commossa per la tenerezza di quella scena Elisabetta, la figlia di Roberto Belfanti e Marisa Milani i due coniugi di Laveno deceduti lo scorso venerdì nel tragico incidente della ferrovia a Castelveccana – ed è condividendo quel ricordo con l’intera comunità che ha ringraziato e salutato in lacrime tutti i concittadini che si sono raccolti attorno alla famiglia questa mattina, nella chiesa del Ponte in via Battisti dove si è svolta la cerimonia funebre.

Circa un’ora prima il sagrato della chiesa e poi i posti a sedere, tra i banchi, si erano riempiti di persone che a Roberto e Marisa volevamo un gran bene. Tra loro anche il sindaco del paese, Ercole Ielmini, e quello di Castelveccana, Luciano Pezza, ora indagato dalla Procura di Varese, un atto necessario per consentire lo svolgimento di tutti gli accertamenti utili a fare chiarezza sull’accaduto, a partire dall’autopsia eseguita nei giorni scorsi.

Ancora tutti sconvolti i presenti per quel salto nel vuoto con l’auto, per quel drammatico appuntamento con il destino, rappresentato da un treno merci che stava percorrendo la linea Luino-Gallarate nel tratto di Castelveccana che costeggia la SP69, posto esattamente sotto quello spiazzo da cui la Lancia Y con a bordo i coniugi è improvvisamente precipitata intorno alle 19.

La coppia, lui ottantadue anni e lei ottantuno, era conosciuta anche per la partecipazione attiva alla vita del paese, e per l’impegno di Roberto in alcune associazioni locali, come testimoniato dalla presenza alle esequie del gruppo Alpini di Luino e degli amici dello Sci Club Cuvignone.

La loro umanità e la loro gentilezza contribuiva al mantenimento di un clima sereno, fatto anche in questo caso di amicizia e solidarietà, nel condominio di via Garibaldi, dove risiedevano, accanto a famiglie che si conoscono da sempre e che hanno trasmesso certi legami indissolubili ai rispettivi figli. Lo ha ricordato don Carlo Manfredi dall’ambone, dopo il passaggio letto dal diacono Luciano (in rappresentanza di don Luca di Castelveccana) e tratto dal Vangelo secondo Marco. Poi il salmo responsoriale e la preghiera dell’alpino con l’accompagnamento musicale delle penne nere luinesi.

Quante volte Roberto e Marisa hanno percorso quella strada – ha sottolineato in conclusione don Carlo – lo hanno fatto per l’ultima volta andando a trovare la famiglia di Elisabetta, come accade tutti i giorni ad ogni nonno con i figli. I fatti della vita, soprattutto nel dolore, non sono sempre comprensibili. il Signore li ha colti così, in un esercizio di amore grande“.

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