Varese | 11 Maggio 2019

Provincia di Varese, ok al bilancio di previsione. La maggioranza: “Non accettiamo lezioni”

14 milioni per le opere legate all'adeguamento del corridoio ferroviario Alptransit Luino-Gallarate. Nella giornata di ieri le critiche della minoranza

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Il Consiglio Provinciale di ieri ha dato il via libera, con il voto unanime dei presenti (i soli consiglieri di maggioranza del centrodestra), al Bilancio di Previsione 2019. “Da domani iniziamo subito a far partire opere pubbliche per 22 milioni di euro, in primis per rimettere in sesto scuole, strade e verde” annuncia il Presidente Emanuele Antonelli. Solo nella giornata di ieri era arrivato l’attacco dei Civici e Democratici.

Nel piano delle opere pubbliche, che “cuba” complessivamente circa 36 milioni di euro, trovano spazio infatti stanziamenti da 3,6 milioni per la manutenzione delle scuole, 3,3 milioni per le piste ciclabili (tra cui la ciclopedonale Valganna l lotto, la ciclovia Verbano e la Ticiclovia Malnate-Mendrisio), 4 milioni per la manutenzione del verde e delle strade, 2,4 milioni per altre manutenzioni e investimenti di minore entità, oltre a 14 milioni per le opere legate all’adeguamento del corridoio ferroviario Alptransit Luino-Gallarate (7 milioni per il sovrappasso Ispra e 7 per il sottopasso di Laveno Mombello).

Gli esponenti della maggioranza hanno poi respinto in modo compatto la richiesta di rinvio della votazione formulata dai consiglieri del gruppo di minoranza Civici e Democratici. “Il numero legale nell’assemblea dei sindaci  – precisa il presidente Antonelli – in prima convocazione è mancato per un solo voto, con un sindaco rimasto fuori dall’aula appositamente per far saltare la votazione, mentre in seconda convocazione ho chiesto io ai colleghi amministratori di stare a casa, per rispetto di quei sindaci, come Ambrogio Rossi di Curiglia con Monteviasco, che rinunciando al loro lavoro e alle incombenze amministrative si sono regolarmente presentati, quando invece il comune di Varese non ha mandato nemmeno un delegato. Non accettiamo lezioni, anche perché in passato è già successo, ad esempio con il rendiconto di gestione 2018, che si approvasse un bilancio senza che ci fosse stato il numero legale in assemblea dei sindaci, che è una delle tante storture della riforma Delrio”.

Antonelli rivendica il “cambio di passo” impresso all’azione amministrativa di Villa Recalcati, sia nel merito (“risultati ottimi in pochi mesi, grazie alla rimodulazione del debito, un segnale che a Roma credono in questa amministrazione”) che nel metodo (“rispetto al recente passato – sottolinea il presidente – abbiamo consegnato la documentazione del bilancio due settimane prima e non mezz’ora prima, e abbiamo ottenuto in anticipo il via libera dell’organo di revisione”).

E se il vicepresidente Alessandro Fagioli ha ricordato che “siamo qui a sistemare le magagne del recente passato che voleva cancellare gli enti locali”, dai gruppi consiliari di maggioranza è arrivato pieno sostegno. “Gli assenti hanno fatto solo un giochetto politico – denuncia Marco Riganti, capogruppo del Polo Civico della Libertà – accostare l’approvazione del bilancio della Provincia alle inchieste di questo gironi invece è puro sciacallaggio politico di basso livello”. Per Paola Reguzzoni (Lega) quello della minoranza è stato “solo il tentativo di fare uno sgambetto politico, mentre non si vede nessuna volontà di affrontare i problemi concreti”.

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