Milano | 7 Maggio 2019

Terremoto tangenti, corruzione e politica anche in provincia di Varese: arrestato Caianiello

Misure cautelari per esponenti della politica e dell'imprenditoria della provincia, ma sono coinvolte anche le maggiori partecipate sovracomunali su rifiuti e idrico

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Le scosse di questa mattina, quando è stata annunciata la maxi-operazione che ha coinvolto 250 militari dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Varese e dei Carabinieri di Monza Brianza, hanno causato un terremoto in provincia di Varese che ha svelato un sistema di “corruzione sistemica”, coinvolgendo politica, imprenditoria e ‘ndrangheta, che vede il “mullah” forzista, Nino Caianiello, figura principale e trait de union tra Varese e Milano in questo sodalizio affaristico.

Ben quarantatré le persone raggiunte da misure cautelari da parte della Dda di Milano (12 in carcere, 16 agli arresti domiciliari, 3 all’obbligo di dimora e 12 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), tra cui esponenti della politica, quattro gli esponenti di Forza Italia arrestati, e dell’imprenditoria della provincia, senza dimenticare i vertici delle maggiori partecipate sovracomunali nei settori di servizi, rifiuti ed idrico.

Un quadro inquietante, quindi, quello presentato in conferenza stampa dal procuratore capo Francesco Greco e dal G.I.P. del Tribunale di Milano, dottoressa Raffaella Mascarino, su richiesta della Procura della Repubblica di Milano – Direzione Distrettuale Antimafia con la procuratore aggiunto Alessandra Dolci e i sostituti procuratori Silvia Bonardi, Adriano Scudieri e Luigi Furno.

È stata scoperta “una corruzione sistemica che faceva capo proprio al ‘principale indagato’ in provincia di Varese (Nino Caianiello già condannato nel 2018 per concussione in via definitiva, ndr) e che si traduce in una sorta di sistema feudale, una decima riconosciuta al ‘sovrano’, cioè una parte della tangente da versare al vertice. Sistema che ha coinvolto nomine e incarichi, società come Accam spa, Prealpi servizi e Alfa spa (acqua), tutte attraverso figure apicali“.

Oltre a Caianiello, diversi sono i personaggi della provincia di Varese coinvolti nell’inchiesta, da Carmine Gorrasi, neo-coordinatore di Forza Italia e consigliere delegato alle partecipate a Busto Arsizio, a Laura Bordonaro (amministratore delegato Accam), dall’imprenditore gallaraetse Piero Tonetti all’avvocato Stefano Besani, fino ad arrivare a Marcello Pedroni di Prealpi servizi, all’architetto Pier Michele Miano ad Alberto Bilardo, consigliere Accam, e all’assessore all’Urbanistica di Gallarate Alessandro Petrone. Di questi gli ultimi tre sono finiti in carcere, mentre Saverio Bratta, amministratore di Alfa srl (gestione del servizio idrico integrato), non potrà lascare la sua casa di Bari nelle ore notturne.

Parte lesa, in questo quadro generale, è il governatore di Regione Lombardia, Attilio Fontana, “per il quale si sta valutando la posizione”, ha spiegato il procuratore capo Francesco Greco. “Un socio dello studio legale del presidente (Luca Marsico, ex consigliere regionale forzista, ndr), ha poi ottenuto un piccolo ruolo in Regione. In ogni caso Fontana non è indagato, ma dovremmo sentirlo”.

Nel dettaglio, la parte varesina dell’indagine, seguita dalle Fiamme Gialle di Busto Arsizio, ha riguardato fatti corruttivi tesi a:
– far ottenere a un imprenditore il cambio di destinazione urbanistica di un’importante area del Comune di Gallarate, da industriale a commerciale, nell’ambito della variante generale al Piano di Governo del Territorio comunale in fase di approntamento;
– far ottenere ad altro imprenditore, sempre nell’ambito della stessa variante al P.G.T., l’accoglimento del contributo partecipativo relativo a un complesso immobiliare soggetto a vincoli paesaggistico-ambientali;
– far ottenere a professionisti e imprese compiacenti fittizi incarichi di consulenza, conferiti da società a partecipazione pubblica varesine, in cambio della successiva retrocessione agli associati di parte del corrispettivo incassato a fronte dell’incarico stesso;
– turbare bandi per l’assunzione di personale direttivo e dirigente presso società a partecipazione pubblica;
– promettere l’affidamento a predeterminate imprese di appalti per l’esecuzione di opere commissionate dalle suddette società pubbliche;
– istigare alla corruzione amministratori pubblici.

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127