Laveno Mombello | 26 Aprile 2019

Laveno Mombello, una folla per celebrare la festa della Liberazione

Numerose le persone che hanno partecipato alla commemorazione. Profonde riflessioni dal sindaco Ercole Ielmini e da Chiara Frangi, in rappresentanza dell'ANPI

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Una folla contenta e numerosa ha fatto festa per il settantaquattresimo Anniversario della Liberazione, oggi a Laveno Mombello. Le celebrazioni sono iniziate alle 8:30 con la posa delle corone presso i monumenti dei Caduti a Laveno, a Mombello e a Cerro, e sono proseguite con la Santa Messa, celebrata da don Carlo Manfredi. Durante la celebrazione, in cui la Chiesa ambrosiana ha commemorato il transito di sant’Ambrogio, morto appunto il giovedì in albis, il parroco ha ricordato quanto sia importante operare per la pace, e ricordare nella preghiera tutti i defunti che per questa hanno dato la vita.

Le celebrazioni sono proseguite con il corteo che a partire dal vecchio municipio di piazza Italia ha percorso il lungolago e viale Garibaldi per arrivare infine, attraverso via Labiena, al monumento ai Caduti tra viale Porro e il lungolago Volta. Il corteo, arricchito da bandiere e simboli di partiti, gruppi e associazioni, ha attirato l’attenzione di tante persone, ferme sul ciglio della strada o affacciate dai balconi delle case.

Ai piedi del monumento ai Caduti, dopo l’esecuzione dell’Inno Nazionale da parte della Filarmonica Giuseppe Verdi, il sindaco di Laveno Mombello, Ercole Ielmini, ha preso la parola sottolineando l’importanza dello studio della storia e suggerendo la lettura del “Discorso sulla servitù volontaria”, saggio in cui il francese Étienne de La Boétie, più di quattrocento anni fa, indaga le ragioni per le quali gli uomini si sono sottoposti all’autorità dei tiranni. Al di là dell’allarmismo per il ritorno di atteggiamenti fascisti, il primo cittadino di Laveno Mombello ha evidenziato l’importanza della gioia per la democrazia: ha invitato a cercare le foto del 25 aprile del 1945 e ad osservare i volti delle persone ritratte. Le foto della Liberazione mostrano infatti persone contente, allegre, sorridenti. Ha richiamato infine, anche in vista delle imminenti elezioni europee, all’importanza che ha avuto e può continuare ad avere l’Unione Europea quale strumento per garantire più di settant’anni di pace.

È poi intervenuta, in rappresentanza dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, la giornalista Chiara Frangi, che in prima battuta ha sottolineato come la Festa della Liberazione sia un giorno in cui fare memoria, e non tanto un “derby tra fascisti e comunisti”. A tal proposito ha poi ricordato Angelo Chiesa, partigiano, storico presidente di ANPI provinciale e “voce della memoria”, morto il 19 luglio 2016. Angelo Chiesa diceva che essere partigiani oggi significa partecipare alla vita sociale, non solo attraverso i social, ma scendendo in piazza, confrontandosi faccia a faccia nei partiti politici, nelle associazioni e nelle attività di volontariato. La rappresentante di ANPI ha evidenziato infine come la partecipazione alla vita democratica sia una grande responsabilità e una grande opportunità, l’opportunità di essere non sudditi ma cittadini, per costruire un Paese fondato sulla giustizia sociale e sulla libertà.

La celebrazione è proseguita con la lettura delle poesie premiate del concorso “Martiri della Libertà”, che ogni anno dal 2016 premia i migliori elaborati dei ragazzi lavenesi di terza media, a cui viene chiesto di cimentarsi in uno scritto, quest’anno poetico, su temi legati all’Anniversario della Liberazione. Il premio, voluto dall’ANPI di Laveno Mombello, in collaborazione con il comune, l’Assessorato alla Cultura e con l’Istituto Comprensivo “G.B. Monteggia”, vuole onorare la memoria dei partigiani lavenesi caduti durante la seconda guerra mondiale e in particolare Giovanni Colombo, Anselmo Marchetti, Cesare Piffaretti e Rino Todesco. A ricevere il riconoscimento sono state Giulia Ceruti e Letizia Clerici (classe 3 A), Alessandra Bellorini Garcia e Giulia Spertini (classe 3 C) e Eleonora Prencis (classe 3 B).

Al temine, il sindaco di Brenta Gianpietro Ballardin, in rappresentanza della Comunità Montana Valli del Verbano, ha salutato i presenti al grido di “Viva il 25 aprile!” e il sindaco di Laveno Mombello Ercole Ielmini ha voluto ringraziare tutti i partecipanti, la Filarmonica, la Protezione Civile, l’Arma dei Carabinieri e i Carabinieri Forestali, i rappresentanti degli Alpini e dei Bersaglieri, l’ANPI.

La celebrazione si è conclusa con l’esecuzione di “Bella Ciao” da parte della Filarmonica.

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